Cresce la Giornata Fai di Primavera, compie 18 anni, ed ha ancora motivo di esistere. Non solo come festa, ma come occasione per riflettere sul patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano e sulla sua tutela. La due giorni promossa dal Fondo Ambiente Italiano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica resta però soprattutto un momento collettivo, una diffusa manifestazione d’affetto e di orgoglio nazionale che in questi anni ha raccolto oltre cinque milioni di persone.
Le date da segnarsi sono quelle di sabato 27 e domenica 28 marzo, quando in tutte le Regioni d’Italia, 590 monumenti apriranno le loro porte per il pubblico che sarà guidato in visita, come ormai è tradizione, dagli apprendisti Cicerone in arrivo dalle scuole locali. E come copione vuole, tra i 590 siti che
s’offriranno ai visitatori ve ne sono tanti normalmente inaccessibili, chiusi o perduti alla memoria: palazzi, castelli, chiese, giardini, conventi, biblioteche, aree archeologiche, teatri ed anche paesaggi da attraversare in bicicletta o sorvolare col parapendio. Per preparare un week end tra storia e bellezza e costruire un itinerario ad hoc, l’indirizzo da seguire è www.giornatafai.it oppure il numero 02.89780115 che risponde 24 ore su 24. Una precisazione: non esiste un biglietto d’ingresso, ciascuno può contribuire come può e come crede alla causa delle tutela di questo enorme Patrimonio comune.
Come accennato in precedenza tra i molti appuntamenti si segnalano da Nord a Sud molte aperture straordinarie. A Milano, ad esempio si potrà visitare la Casa Verdi, la casa di riposo voluta dal Maestro per ospitare musicisti meno fortunati di lui. Accoglie anche le tombe di Verdi e della moglie Giuseppina Strapponi e conserva quadri, vestiti, mobili e strumenti musicali – tra cui l’ultimo pianoforte – del Maestro. Mai aperto al pubblico, a Firenze si potrà vedere il Palazzo della Banca d’Italia, costruito tra il 1865 e il 1869, quando la città toscana era capitale d’Italia. A Roma, invece spalanca le porte Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio, dove si potranno visitare spazi mai aperti al pubblico come lo studio del Presidente del Consiglio e la Biblioteca Chigiana. A Napoli è il Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli ad aprire ai visitatori. Diretto in passato da artisti come Donizetti e Cilea, custodisce antichi manoscritti autografi, edizioni musicali del XVI secolo, raccolte di libretti. In anni recenti vi hanno studiato Salvatore Accardo e Riccardo Muti.
E poi il Complesso della Misericordia a Venezia, la Villa Romana di Casignana (Reggio Calabria; a Genova, il cinquecentesco Palazzo Grimaldi “della Meridiana”. Una lista troppo densa per elencarla tutta, tuttavia sono da segnalare alcuni itinerari da svolgere a piedi, bici o a cavallo, come quello lungo i santuari francescani della provincia di Rieti o lungo le Ville del Rubicone, in Romagna. Iniziative speciali sono inoltre organizzte per i cittadini stranieri.
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