Una grande iniziativa per riallacciare un dialogo interrotto da duemila anni: quello tra i templi di Agrigento e le opere d’arte. Perché quelli che oggi appaiono affascinanti ma vuoti contenitori di passate grandezze, erano spazi animati anche da statue, e da decori non sopravvissuti al tempo.
“Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus” è l’iniziativa promossa dall’Unesco -Italia e dalla casa editrice Il Cigno GG che, con importanti collaborazioni istituzionali, propone fino al 3 di ottobre oltre cinquanta opere d’arte contemporanea nella straordinaria location del sito, che ricordiamo, è patrimonio dell’Umanità.
La mostra, che si dipana tra il Tempio della Concordia, la Porta Aurea con l’omonima villa ottocentesca, la Necropoli e il Tempio di Eracle; vede partecipi nomi importanti del panorama contemporaneo
internazionale ed opere di maestri del ’900. Sse la cella del Tempio della Concordia è lo sfondo per alcuni dei capolavori del secolo andato come la Bianca di Messina, il Fauno di Manzù e la Grande Figura Seduta di Emilio Greco; nel giardino di Villa Aurea e nell’adiacente Necropoli, chiusi al pubblico dal Dopoguerra ed eccezionalemnte riaperti, si ritrovano i crani di Daniel Spoerri o il braccio di Aaron Young a ricordarne, con ironia artistica, la funzione sacra; e poi le opere di Afro, Ceccobelli, Guccione, Mitoraj, Nitsch, Shimamoto, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Mimmo Jodice, Toti Scialoja, Matteo Basilè e ancora altri per un percorso che affianca a celebrità già consolidate nomi di star da poco spuntate nel firmamento dell’arte contemporanea.
Quello che sta avvenendo ad Agrigento non è solo un suggestivo esperimento artistico ma un bell’esempio di collaborazione tra artisti ed operatori pubblici e privati finalizzato al recupero di un capolavoro del passato come il Telamone del Tempio di Zeus. Al termine della mostra, infatti, Christie’s batterà all’asta, a Milano, le opere donate dagli artisti ed il ricavato sarà devoluto al recupero della grande statua i cui frammenti sono stati recentemente rinvenuti dall’Istituto Germanico di Archeologia. Il Telamone è una monumentale scultura maschile datata al V secolo a.C. che decorava il più grande edificio della Valle dei Templi e tra i più vasti dell’antichità greca, il Tempio di Zeus Olimpico, forse mai ultimato. I frammenti rinvenuti sono stati recentemente collocati nell’area del monumento, dovrenno essere restaurati e ricomposti secondo un progetto già elaborato che ne faciliterà la “lettura” da parte del pubblico preservandoli da nuovi danni del tempo.
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