Steve McCurry: Sud Est. La mostra arriva a Perugia

Dopo aver raccolto 120mila visitatori al Palazzo della Ragione, a Milano, la retrospettiva di Steve Mc Curry Su-Est (leggi articolo) andrà a Perugia, alla Galleria [...]

Dopo aver raccolto 120mila visitatori al Palazzo della Ragione, a Milano, la retrospettiva di Steve Mc Curry Su-Est (leggi articolo) andrà a Perugia, alla Galleria Nazionale dell’Umbria dall’11 aprile al 5 settembre 2010. Per il pubblico milanese c’è ancora tempo fino a domani per ammirare le 240 immagini che raccontano gli ultimi 30 anni della carriera di McCurry, un viaggio attraverso l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, raccolte dalla curatrice Tanja Solci con il suggestivo allestimento di Peter Bottazzi.

Anche a Perugia, nella sala Podiani il pubblico potrà trovare con la stessa metaforica foresta di alberi, mentre scorre la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo, come dicono le sue stesse parole: “Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”.

Non volevo che lo spettatore si trovasse di fronte al mondo di McCurry senza prenderne parte. Volevo che si potesse entrare nella sua arte senza paura, volevo che la sua leggenda potesse respirare. Immersi, sommersi, circondati dagli sguardi, dai silenzi, dai profumi e dagli odori – racconta la curatrice – […]. Così ho capito che non era possibile fare una mostra che non fosse anche  un’installazione. Lo spettatore doveva viaggiare insieme a McCurry, sentire i contrasti improvvisi che ha sentito McCurry nel suo viaggio di artista e nel suo viaggio umano. Pensavo ad esempio a quelle due foto: quella scattata in Tibet, nel silenzio assoluto della meditazione e quella scattata due giorni dopo a New York, casualmente, perché il suo ufficio si trova di fronte alle Torri Gemelle che stavano crollando. Allora ho avuto di fronte quell’odissea, che non era solo l’odissea degli ultimi anni della storia dell’umanità, ma che era l’odissea di ogni essere vivente. L’archivio di McCurry non era più un archivio ordinato: era diventato un mondo che gridava, era la gioia e il dolore, l’abisso della luce e l’abisso delle tenebre”.

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