Fili di perle intrecciati nei capelli, un cammeo al collo che ritrae Apollo, Marsia e Olimpo, un rubino sul capo e ancora perle, a dozzine, lungo l’abito dai ricami d’argento. La giovane donna ritratta da Botticelli è elegantemente indifferente a tanto lusso, non sembra compiacersene. Il suo sguardo cade fuori dal quadro, rivolto verso un punto lontano, è velato da lieve malinconia mentre la vista dello spettatore è invece catturata dalla ricchezza di quegli ornamenti, dalla chioma bionda, dal cammeo che racconta una storia a sé.
Il Ritratto ideale di fanciulla, è il fulcro della mostra “Pregio e bellezza – Cammei e intagli dei Medici” allestita dal 26 marzo al 27 giugno al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, a Firenze. In Italia per la prima volta, giunto in prestito dallo Städel Museum di Francoforte, il dipinto di Sandro Botticelli viene esposto come omaggio al pittore in occasione del V centenario della sua morte. Sul petto della giovane donna (Simonetta Vespucci) il pendente in oro ornato da un cammeo riproducente la celebre corniola con Apollo, Marsia e Olimpo di proprietà di Lorenzo il Magnifico, nota anche col nome di “sigillo di Nerone” ed oggi custodita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Da questo esempio la mostra prende spunto per raccontare una passione che travolse i Medici e tanti notabili del Rinascimento: quella delle gemme, in particolare delle gemme antiche. Tanto preziose e perfette che – come la mostra mette in risalto – furono fonte d’ispirazione per tanti artisti dell’epoca. Non solo Botticelli, anche Lorenzo Ghiberti, Donatello e lo stesso Leonardo Da Vinci nelle diafane raffigurazioni delle gemme trovarono importanti spunti creativi.
La passione collezionistica dei Medici, rivive oggi attraverso l’eposizone di centosettanta opere che il tempo e le vicende storiche hanno disperso nel mondo. Minuscoli e preziosi intagli ma anche codici miniati, medaglie, disegni, dipinti e sculture atti a dimostrare la grande fortuna degli esemplari posseduti dai signori di Firenze. “Messe a dialogare con le opere d’arte – commenta la soprintendenten del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini – le gemme del Rinascimento rivelano quanta forza ispiratrice si sprigionasse da quei minuscoli capolavori, grazie alla maestria degli artefici in grado di competere con gl’intagliatori dell’antichità imperiale, all’arcano potere simbolico dei soggetti, alle virtù magiche delle pietre”. Pontefici, principi e cardinali, scatenavano aspri conflitti per aggiudicarsi a qualsiasi prezzo il pezzo desiderato, e dalla bellezza di questi oggetti, provenienti da importanti musei internazionali, si comprende il perché.
La mostra apre Firenze 2010 Un anno ad arte (www.unannoadarte.it), l’ambizioso e articolato progetto espositivo dei Musei Statali Fiorentini promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il Museo degli Argenti, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
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