Guernica non si tocca. Polemiche in Spagna per lo spostamento del capolavoro di Picasso

Fibrillazione in Spagna per la sorte di Guernica, il capolavoro di Picasso potrebbe infatti essere staccato dalla parete del Museo Reina Sofia di Marid, del [...]

Fibrillazione in Spagna per la sorte di Guernica, il capolavoro di Picasso potrebbe infatti essere staccato dalla parete del Museo Reina Sofia di Marid, del quale rappresenta l’attrattiva principale, per  essere trasferito al  Museo del Ejército in occasione di una mostra che dovrebbe riunire i tre geni della pittura spagnola:  Velázquez, Goya e, appunto, Picasso.

Ma l’opposizone al progetto è forte, tutti i direttori che nel corso degli anni hanno guidato il Reina Sofia  hanno inviato una lettera al ministro della Cultura spiegando che il quadro non  può essere rimosso pena il suo danneggiamento.

Pablo Picasso sotto il suo capolavoro

Come s’apprende da El Pais gli amministratori del museo affermano che nulla è cambiato nello stato della pittura dal 1998, quando una relazione di 35 dei principali esperti mondiali di restauro  scoraggiava di spostarla poiché ogni vibrazione avrebbe potuto danneggiarla.

E infatti già diverse volte il consiglio del museo ha detto di no alla possibilità di un prestito, l’ultimo rifiuto è datato quattro anni fa, quando i responsabili del governo basco chiesero l’opera per esporla al Guggenheim di Bilbao. Ma oltre ai motivi di “salute” c’è da dire che il gigantesco quadro, dipinto da Picasso nel 1937 in seguito al bombardamento della città basca di Guernica e diventato col tempo un simbolo contro l’insesatezza della guerra, richiama nel museo madrileno oltre un milione di vistatori l’anno, quindi cederlo in prestito sarebbe una debacle economica.

Le vicende del quadro sono alquanto complesse.

Tra maggio e giugno 1937, Pablo Picasso dipinge Guernica su ordine della Seconda Repubblica per decorare il padiglione della Spagna all’Esposizione Universale di Parigi. Nel 1939 il quadro (alto 355 centimetri e largo 782) finisce in custodia al MoMa di New York, portato negli Usa dallo stesso pittore deciso a raccogliere fondi per i rifugiati repubblicani della Guerra civile. Picasso morì a Parigi l’8 aprile del 1973. Intanto aveva chiesto che il quadro non tornasse in Spagna fino alla caduta della dittatura. Il 10 settembre 1981 il viaggio di ritorno; Guernica viene esposto nella Cason del Buen Retiro, una dipendenza del Museo del Prado dove resterà fino al 1992, quando un trattore con rimorchio trasferisce l’opera al Museo Nazionale Reina Sofia.

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