Due eventi culturali da non perdere. A Bolzano ed a Merano dove sono ospitate due mostre che portano in Alto Adige le opere di grandi artisti del Rinascimento ed i protagonisti di quattro secoli di storia dell’arte. “La luce del Rinascimento” s’inaugura venerdì alle ore 18, al Centro Trevi in via Cappuccini 28 a Bolzano; la mostra parallela “Dal Rinascimento al Romanticismo. Le collezioni di Accademia Carrara” s’è inaugurata oggi al Kurhaus, in Passeggiata Lungo Passirio 14 a Merano.
Ma scopriamole seppur in sintesi. Il Rinascimento con alcuni dei suoi protagonisti, Botticelli, Donatello, Tiziano, Bellini, Foppa, Borgognone, sarà a Bolzano con l’esposizione al Centro Trevi della Provincia, dal venerdì fino al 9 maggio. Visitabili sette preziose tavole ed un bassorilievo selezionati dal museo – Accademia Carrara - di Bergamo. Sono opere rilevanti per comprendere alcuni aspetti della cultura del Rinascimento che ha nella luce una sua caratteristica precipua; tra queste spiccano la “Madonna Lochis” di Giovanni Bellini e la “Crocifissione” di Vincenzo Foppa. Ogni opera è posta così da “raccontare” una storia facendo schiudere lo sguardo su dettagli che esplicano la rivoluzione stilistica e di soluzioni apportate dal Rinascimento. L’allestimento innovativo (illuminazione e supporti) consente di memorizzare i contenuti della mostra grazie ad un’esperienza visiva emozionale. La potenza espressiva è poi sottolineata da variazioni di luce abbinata alla visione dell’ingrandimento dell’opera stessa che consente di ammirare i dettagli. Giovedì l’inaugurazione e da venerdì le visite. L’assessore Christian Tommasini con Maria Cristina Rodeschini, direttrice e responsabile “Accademia Carrara” e Galleria d’Arte Contemporane di Bergamo taglieranno in nastro. Il museo “Accademia Carrara”, inoltre, a Merano, ha allestito l’esposizione “Dal Rinascimento al Romanticismo“. Collezioni dedicate ai maestri lombardi fra il Cinquecento e l’Ottocento, da Lorenzo Lotto a Pelizza da Volpedo. Nella cornice del Kurhaus viene proposto un viaggio a tappe attraverso quattro secoli di storia dell’arte; ogni tappa coincide con un ambiente con un nucelo di opere illuminate con dispositivi luminosi a led ed introdotte tematicamente. Il realismo pervade le opere dei grandi interpreti del ritratto, delle vedute e dei paessaggi. La mostra inizia oggi ed è il percorso della pittura della città lombarda attraverso le maggiori personalità che lo hanno determinato, dal secondo Cinquecento alla fine dell’Ottocento. Due opere di Lorenzo Lotto, il genio inquieto del Rinascimento, segnano l’inizio del percorso che si snoda nelle sale espositive dove si possono incontrare altri insigni pittori come Moroni, grande personalità della ritrattistica cinquecentesca, Fra’ Galgario, maestro della scuola lombarda tra ’600 e ’700 e Il Piccio, tra i piu’ originali rappresentanti del romanticismo lombardo. “Queste mostre – afferma Tommasini – si inseriscono in una strategia di accesso alle eccellenze culturali da parte di sempre più larghe fasce di popolazione“.
Uno dei capolavori esposti nella mostra bolzanina
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