Yves Saint Laurent è stato un grande appassionato d’arte ed un grande collezionista; nell’arte tante volte ha pescato idee, colori, suggerimenti per quei capolavori di stile che hanno segnato un secolo. Al creatore di moda scomparso nel 2008, Parigi dedica una grande retrospettiva al Museo del Petit Palais fino al 29 agosto.
“Ho sempre posto il massimo rispetto in questa professione, che non è proprio un arte, ma che ha bisogno di un artista per esistere “, diceva Saint Laurent che probabilmente era troppo schivo per compiacersi nel ritrovarsi nel grande Museo parigino, nonostante la vita propria di quelle 307 creazioni
in mostra sembri ocupare quelle sale senza nessuna soggezione.
“Perché Yves Saint Laurent al Petit Palais? Semplicemente perché è
Yves Saint Laurent! Perché più che uno stilista Yves Saint Laurent è un artista
eccezionale, il cui lavoro può essere parte della lunga serie delle mostre monografiche
sui maestri d’arte offerti dalla nostra istituzione culturale”, dice Gilles Chazal, direttore del museo.
I 307 modelli in mostra sono uno spettacolo da non perdere, un percorso in 40 anni di cretività che parte con quel debutto alla sfilata di moda Dior nel 1958 e si completa con l’annuncio della fine della sua carriera nel 2002.
Era il 1957 e Saint Laurent aveva solo 21 anni quando s’impose come signore dell’alta moda parigina in qualità di successore di Christian Dior, lo stilista dichiarerà che quell’incontro fu il più fortunato della sua vita. Partito per la Guerra d’Algeria alla maison Dior fu sostituito come direttore artistico da Marc Bohan. Al suo ritorno incontrò Pierre Bergé, compagno di una vita con il quale aprirà la sua casa di moda.
In 40 anni di creazione, Yves Saint Laurent ha rivoluzionato il guardaroba della donna prendendo a prestito lo smoking maschile, il tailleur pantalone, la sahariana e così facendo ha fatto passare gli attributi del potere da un sesso all’altro. Ma le sue fonti furono innumerevoli: trasse ispirazione dalla strada (lo scandalo della collezione Vintage nel 1971), dai suoi viaggi immaginari nei quttro angoli del Pianeta (Russia, Cina, India, Spagna, Giappone, Africa e Marocco) e da un dialogo ripeturo con l’arte, vestendo le donne coi colori e le linee di Mondrian, Picasso, Matisse, Van Gogh. “Yves Saint Laurent ha lasciato alla moda una festa”, è scritto nel catalogo della mostra. Impossibile dargli torto.
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