Nobel per la pace alla rete? E perchè no!
Un politico italiano, lo riferiscono diversi media e agenzie stampa, auspica che la commissione che esamina i premi Nobel prenda in considerazione di attribuire quello per la pace a Internet. L’ipotesi è del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini che ha chiesto espressamente una condivisione transnazionale ritenendo che la rete costituisca “l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto… perchè la democrazia germoglia dove c’e’ accoglienza, ascolto, scambio e condivisione“. Internet, insomma, cancella le barriere alzate da capi di stato o da governi totalitari rendendo possibile il dialogo. Ma non solo: denuncia prevaricazioni e barbarie, riporta sotto i riflettori dell’opinione pubblica ciò che invece molti vorrebbero fosse messo a tacere. In rete si parlano popolazioni agli estremi del mondo, giovani che hanno in comune la giovinezza e il legittimo desiderio di credere in un futuro di pace. Oggi, grazie al computer e ai collegamenti a banda larga, africani aprono dialoghi con nipponici ed europei con cinesi o russi o afgani. Il tutto con una grande naturalezza e senza pregiudizi di sorta. I socialnetwork, infine, hanno dato la spallata finale alle diversità etniche, politiche e religiose che per secoli hanno generato feroci guerre e genocidi. Così in rete sono “amici” un curdo e un turco, un americano e un iraniano o iracheno. E se alcuni Paesi bloccano i siti (secondo Google l’ultima censura sarebbe stata attuata dalla Spagna – poi ha rettificato il tiro) ci sono mezzi, accessibili a tutti, per superare i blocchi ed arrivare quindi ad aprirsi la finestra sul mondo. Una profonda meditazione sui cambiamenti generati dalla rete andrebbe fatta e forse quella che oggi potrebbe solo sembrare una battuta di un politico si rivelerebbe come un’intuizione che val la pena condividere. (gm)
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