“La maniera felice” di Pietro Fortuna alla galleria Guidi di Roma

“Per esempio scegliere una maniera felice”, un titolo che intriga e che – se preso alla lettera – porta la mente diritta ad un lieto [...]

Per esempio scegliere una maniera felice”, un titolo che intriga e che – se preso alla lettera – porta la mente diritta ad un lieto fine. Così Pietro Fortuna ha scelto di battezzare la mostra che venerdì 12 marzo inaugurerà alla Galleria Giacomo Guidi di Roma; uno spazio dedicato all’arte contemporanea incastonato nel cuore della capitale, in Vicolo Sant’Onofrio, tra il Lungotevere e la Città del Vaticano. Qui fino al 12 aprile sarà possibile immergersi nel poetico mondo di Fortuna dove  “l’arte, nel suo identificarsi con il bene, si offre in forma di dono, di gloria, liberata da ogni convenzione narrativa”.

Cosa indica la maniera felice? Usando le parole dell’artista “un’originale occasione di reinterpretare la figurazione”. “In questa prospettiva – dice -  vorrei indurre chi guarda a pensare che assimilando la figura al fondo, libera il suo sguardo dalla fuga illusionistica ed ideologica che ha caratterizzato la modernità”. Insomma, una maniera per mettersi alla ricerca dell’essenza dell’arte. In mostra fotografie e disegni, quest’ultimi ottenuti riempiendo delle forme ritagliate o traforate, in modo tale che il fondo diventi partecipe della presenza della figura. Ma non è la loro costruzione e-o sovrapposizione ad essere importante per Fortuna: “Voglio che (questi lavori) segnalino soltanto la loro posizione, la franchezza di una presenza immemoriale che non può assumere il tempo per raccontarsi; voglio che si offrano come oggetti finiti, conclusi, ma senza rilevare nessuna traccia della loro evoluzione o dell’istante in cui hanno raggiunto il loro compimento”. Traducendo: non conta guardare al prima né al come, l’importante è la pura evidenza. E così quelle opere “non sono dissimili da certi motivi ornamentali che concededono al nostro sguardo di cogliere ciò che appare e, allo stesso tempo, l’esaurirsi del suo divenire”. Entra così in gioco “la maniera”, che nella ripetizione e nella ridondanza trova la sua modalità. Una modalità “soddisfatta di sé” perché compiuta e dunque felice.

La mostra ha peraltro ispirato una raccolta di testi di prossima pubblicazione per la casa editrice Derive e Approdi.

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