Genova, Caravaggio e l’arte della fuga

Dopo accurati lavori di restauro, la Villa del Principe, ovvero più bella e sontuosa dimora nobiliare di Genova riaprirà al pubblico il 26 marzo. E [...]

Dopo accurati lavori di restauro, la Villa del Principe, ovvero più bella e sontuosa dimora nobiliare di Genova riaprirà al pubblico il 26 marzo. E sarà un doppio evento con l’inaugurazione della mostra “Caravaggio e l’arte della fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj“, un percorso in ottanta dipinti attraverso le collezioni presenti nelle diverse dimore della dinastia Doria Pamphilj, molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico.

Swanevelt Herman van: Paesaggio con Cristo servito dagli angeli

La cinquecentesca villa affacciata sul mare di Genova, ricca di tesori tutti da scoprire, era la dimora di un uomo leggendario, l’ammiraglio Andrea Doria che ne fece una vera e propria reggia per sé ed i suoi successori. La villa diventò presto una vera e propria corte rinascimentale attorno alla quale ruoteranno anche nei secoli a venire artisti

e uomini di cultura. Recente la scoperta che durante un soggiorno del Caravaggio in villa, nel 1605, ci fu la richiesta  da parte di  Giovanni Andrea I Doria di affrescare una loggia dietro un compenso di 6000mila scudi, l’artista rifiutò. Tuttavia la potente famiglia di mecenati (che in virtù d’incroci dinastici diventerà Doria Pamphilj) non si lascerà sfuggire altre acquisizioni caravaggesche. La più importante è certo il  Riposo durante la fuga in Egitto, capolavoro giovanile di Caravaggio acquistato dal principe romano Camillo Doria Pamphilj per la sua celebre villa del Bel Respiro, al Gianicolo. Ed è proprio da questa importantissima opera che prende spunto la mostra allineata sul filo rosso del concetto di fuga. La fuga della Sacra Famiglia verso l’Egitto, quella delle famiglie nobili dalla città alle ville suburbane (dimore di piacere sempre ricche

Blanckerhoff Jan Theunisz: Marina con la Lanterna di Genova

di opere d’arte, soprattutto di paesaggi) e la disperata fuga di Michelangelo Merisi da Caravaggio, che in seguito al ferimento di un

notaio nel 1605 riparò a Genova per sottrarsi alla giustizia del papa.

Altro elemento caratterizzante della mostra è, come accennato, la pittura di paesaggio di cui sono particolarmente fornite le collezioni del casato. Si tratta di raccolte messe assieme da venti generazioni con alcuni protagonisti che hanno

guidato il gusto e l’estetica dell’élite culturale italiana. Dunque in mostra non mancano i capolavori, tuttavia l’opera del Caravaggio, anche da questo punto di vista resta focale. Si tratta, infatti, dell’unico dipinto dell’artista lombardo in cui ci sia una brano significativo di paesaggio. Anzi, da recenti scoperte scientifiche si congettura che la prima idea del quadro fu concepita proprio come paesaggio. Immerse in una campagna tardo autunnale, le figure della Sacra Famiglia e dell’angelo emergono tra colori brillanti e sfumature dorate in accenti di umana tenerezza. Siamo circa nel 1595, l’artista ha poco più di 20 anni ed è la prima volta che si ritrova a dipingere figure sacre intere e scene di tale complessità costruttiva. La sua tavolozza è però ancora chiara, le scene tenebrose e drammatiche arriveranno solo dopo.

Lungo il percorso espositivo seicenteschi ritratti di famiglia,  i paesaggi settecenteschi dell’olandese Herman van Swanevelt, dove s’immortalano atmosfere idilliache fantasticamente colorate dalla luce delle diverse ore del giorno; quindi alcune tele d

Bloemen Jan Frans van, detto l’Orizzonte: Paesaggio con temporale

el fiammingo Jan de Momper, che stupiscono per come sembrano   precorrere le tecniche impressioniste. Le intense rappresentazioni paesaggistiche del francese Gaspard Dughet, detto il Pussino; e le otto vedute panoramiche del noto pittore romano Paolo Anesi. Ed infine una importante serie di marine. Opere di Agostino Tassi e del francese Adrien Manglard, specializzato in capricci vedutistici; una veduta di Genova dal mare, con la Lanterna, opera dell’olandese Jan Theunisz. Blanckerhoff. Il nome più importante in questo campo è però quello di un altro olandese, Pieter Mulier, non a caso chiamato il Cavalier Tempesta, attivo a Roma per i Pamphilj e per altre

grandi famiglie. Il percorso espositivo è concluso da una serie di foto d’autore – metafisici paesaggi in bianco e nero creati dall’artista serbo-inglese Lala Meredith Vula – della moderna “villa” attualmente abitata dai Floridi Doria Pamphilj.

Caravaggio - Riposo durante la fuga in Egitto

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