Oscar 2010, la parola ai protagonisti

Come ogni anno, all’indomani della notte degli Oscar si contano i “morti” sul campo. Fuor di metafora, è palese che alle sorpese vincenti si accompagnano […]

Come ogni anno, all’indomani della notte degli Oscar si contano i “morti” sul campo. Fuor di metafora, è palese che alle sorpese vincenti si accompagnano altrettante sconfitte e la più clamorosa è senza dubbio quella di James Cameron che con il suo “Avatar” delle meraviglie è rimasto fuori dai premi che contano ed ha portato a casa solo tre Oscar contro i nove ai quali era stato nominato.

Altro grande deluso è senza dubbio Quentin Tarantino, il suo “Bastardi senza gloria”, ha conquistato un solo premio, per il iglior attore non protagonista al tedesco Christoph WaltzInvictus, il film di Clint Eastwood fuori anche dalla rosa delle 10 nomination, si sarebbe nelle previsioni docuto rifare con la stauina a Morgan Freeman e a Matt Damon come migliori attori protagonisti e non. Ma non è stato così, tra i protagonisti, infatti l’Oscar è andato a Jeff Bridges.  E tra i delusi anche Jason Reitman, regista di “Up in the air”, film che chiude con un bilancio di zero Oscar.

La parola ai vincitori.

Kathryn Bigelow un posto nella storia se l’è guadagnato col suo film sulle vicende di una squadra

Jeff Bridges (Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.)

di sminatori nel corso della guerra in Iraq è diventata la prima donna a vincere un Oscar come migliore regista. A dare al tutto un sapore gossipparo il fatto che James Cameron sia il suo ex marito. Ecco come la regista ha commentato la sua vittoria.

Spero di essere la prima di molte – ha detto – E, naturalmente, mi piacerebbe pensare a me stessa solo come regista[…]. Ma sono sempre gratificata di poter ispirare qualche giovane, intrepido, tenace regista maschio o femmina che sia far loro sentire che l’impossibile è possibile e non devi mai mollare il tuo sogno”. Diplomatica la risposta della Bigelow relativamente all’ex marito James Cameron con tanto di professione d’umiltà.

Che cosa vuol dire aver vinto contro James? Beh, prima di tutto, penso che lui sia un regista straordinario. Devo dire che tutti i registi che sono stati candidati sono fenomenali: potenti, di talento, e questo è un onore. Un gruppo che ti umilia […] Credo che Jim sia molto stimolante, e credo che ispiri i registi di tutto il mondo, e per questo penso di poter parlare a nome di tutti loro. Gli siamo molto grati”.

Un’altra donna, Sandra Bullock, vincitrice dll’Oscar come miglior attrice protagonista per “The blind side”. E per di più osannata dalla critica, dopo lunghi anni trascorsi nel “limbo” delle opere troppo commerciali per risultare interessanti agli occhi degli “specializzati”. Ma lei non rinnega nulla : “ Io voglio fare tutto. Sono sempre stata una di quelle persone alle quali  non piace sentirsi dire che non si può fare qualcosa. Solo perché ho fatto film commerciali non significa che non potevo fare un meraviglioso film di una piccola produzione. E solo perché ho vinto un Oscar, non voglio smettere di fare cose che fanno ridere la gente. Mi piace far ridere la gente. Io non so cosa farò prossimamente. […] voglio solo continuare a lavorare in ogni genere che mi sia permesso fino a quando mi sarà chiesto di non farlo più”.

E Jeff Bridges, con Sandra Bullock è l’altra non sorpresa degli Oscar, miglior attore non protagonista per l’interpretazione di Bad Blake, un vecchio lupo della country music in Crazy Heart (film che proprio

Sandra Bullock (Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.)

nello scorso week end è uscito nelle sale italiane). “Ho sempre creduto che i film siano più di un semplice intrattenimento – ha detto -. E lo stesso penso della musica. […] Penso che i film siano grand esempi per il modo in cui il mondo può funzionare. Abbiamo tutti opinioni diverse ma tutti possiamo lavorare insieme. E possiamo fare il film più bello che sia possibile e allo stesso modo abbiamo la possibilità di rendere questo mondo più bello. […] La cosa più eccitante per me è che questo premio porta una certa attenzione a questo grande film.”

Anche per Mo’nique, che nel film Precious interpreta la madre della protagonista, un Oscar annunciato e auspicato da molti. Alla consegna dei premi, l’attrice comica splendidamente prestata ad un ruolo drammatico, s’è presentata al pubblico con un abito color blu elettrico ed una gardenia nei capelli, ha detto che quello era il suo omaggio ad Hattie Mc Daniel, la prima afroamericana a vincere, nel 1940 un Oscar , consacrata nel ruolo di “Mamy” in Via col vento. “Il motivo per cui ho questo vestito blu royal è perché è il colore che Hattie McDaniel indossava nel 1940, quando accettò il suo Oscar. Il motivo per cui ho questo gardenia nei capelli, è perché è il fiore che Hattie McDaniel indossava”. E poi un’altra dedica, “a tutte le Precious che sono lì fuori…”

TUTTI I PREMI

MIGLIOR FILM – The Hurt Locker

OSCAR ALLA REGIA – Kathryn Bigelow (The Hurt Locker)

MIGLIOR FILM STRANIERO – El Secreto de Sus Ojos (Argentina)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA - Jeff Bridges (Crazy heart)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA – Sandra Bullock (A Blind side)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA - Christoph Waltz (Inglorious basterds)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA – Mo’nique (Precious)

MIGLIOR FILM ANIMATO – Up

DIREZIONE ARTISTICA – Avatar (Rick Carter, Robert Stromberg e lo scenografo Kim Sinclair)

COLONNA SONORA – Up (Michael Giacchino)

FOTOGRAFIA – Avatar (Mario Fiore)

COSTUMI - The young Victoria (Sandy Powell)

DOCUMENTARI - The Cove (Louie Psihoyos E Fisher Stevens)

DOCUMENTARI (corti) – Music by Prudence (Roger Ross Williams ed Elinor Burkett)

MONTAGGIO - The Hurt Locker (Bob Murawski, Chris Innis)

MAKEUP – Star Trek (Barney Burman, Mindy Hall, Joel Harlow)

CANZONE ORIGINALE – The Weary Kind (Crazy Heart) di Ryan Bingham and T Bone Burnett

CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE – Logorama (Nicolas Schmerkin)

EDITING SONORO - The Hurt Locker (Paul N.J. Ottosson)

MONTAGGIO DEL SUONO – The Hurt Locker (Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett)

EFFETTI SPECIALI – Avatar (Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andrew R. Jones)

SCENEGGIATURA NON ORIGINALE – “Precious: Based on the Novel Push of Sapphire” (Geoffrey Fletcher)

SCENEGGIATURA ORIGINALE – The Hurt Locker (Mark Boal)

Mo'Nique con Robin Williams - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

Mo'Nique - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

MIchael Giacchino con Jennifer Lopez - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

gli "effetti speciali" di Avatar - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

Mario Fiore - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

Juan Jose Campanella (miglior film straniero) - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

Kathryn Bigelow - credit: Todd Wawrychuk / ©A.M.P.A.S.

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