Un fitto sistema venoso ormai privo di linfa ma denso delle memorie di un’altra Italia. L’Italia che si spostava in treno, che non aveva la fretta che ha oggi, e che poteva concedersi di sonnecchiare al dolce sferragliare dello scartamento ridotto. Lungo le migliaia di chilometri delle vecchie ferrovie abbandonate, nelle stazioncine ormai in disuso, sui sedili tirati a lucido dall’usura, sono rimaste le memorie dei lavoratori che prendevano il locale delle cinque; le briciole lasciate dalle famiglie in gita, le voci dei ragazzi in trasferta domenicale nel paese vicino. Memorie, solo memorie, un incrocio di vite, di incontri, di sguardi, di parole, d’impazienza e di lavoro che moltiplicato per mille e ancora mille hanno fatto una parte della storia di questo Paese.
Con lo sviluppo dell’industria automobilistica, a partire dagli anni ’50, migliaia di chilometri di strade ferrate sono state dismesse, altre sono state abbandonate in seguito alla realizzazione di varianti di tracciato. E si tratta di un patrimonio importante, di una rete che si protende nel territorio collegando città, borghi, villaggi. Nel percorrere queste linee dimenticate non è difficile imbattersi in eccellenti opere d’ingegneria tra ponti, viadotti, gallerie e poi i caselli, spesso di pregevole fattura così come quelle stazioni di paese delle quali da Destinazione Piovarolo in poi è rimasto solo uno ricordo cinematografico in bianco e nero. Tutto ciò giacce per gran parte abbandonato e quando non sono i vandali a compiere l’insulto, ci pensa la natura che lentamente se ne riappropria.
Per salvare questo tesoro nazionale e magari restituirlo alla fruibilità attraverso percorsi turistici qualche anno fa l’Associazione Italiana Greenways ha dato vita al progetto “Ferrovie abbandonate”, da qui, tre anni fa arrivava la prima Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate. E domenica 7 marzo si replica, con la terza edizione di una manifiestazione fatta da tante manifestazioni e da centinaia di chilometri da percorrere, da Nord a Sud isole comprese, lungo questi cammini della storia quotidiana.
In ogni regione s’inseguono le iniziative: escursioni guidate a piedi o in biciletta, proiezioni, concorsi, conferenze, degustazioni enogastronomiche laddove le strade ferrate non sono più fruibili, piccoli viaggi in treno dove il recupero di queste tratte è avvenuto (per intero o in parte), come lungo bella ferrovia che attraversa la Franciacorta, costeggia il Lago d’Iseo e prosegue in Valle Camonica fino alle pendici dell’Adamello. Oppure, spostandoci a Sud, sul treno del paesaggio irpino, linea inaugurata nel 1895 per facilitare il trasporto dell’eccellente vino prodotto nelle campagne dell’avellinese verso la città. Per consultare l’elenco delle singole iniziative: http://www.ferroviedimenticate.it/eventi_2010.htm.
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