Si è chiusa ieri Milano Moda Donna (autunno inverno 2010 – 20110), edizione quanto mai tormentata dalle polemiche, ma che grazie alla presentazione di oltre 200 collezioni, ha confermato il ruolo guida del capoluogo lombardo nel pret à pòrter mondiale. Sarà stata costretta a prenderne atto, l’odiatissima quanto temuta direttrice di Vogue America, Anna Wintour, madre stessa di ogni polemica con la sua richesta di accorciare i tempi della rassegna. Il risultato? La regina è arrivata a Milano con un giorno d’anticipo, inoltre proprio l’ultimo giorno hanno sfilato importanti maison come Laura Biagiotti, Aigner, Mila Schön, Federico Sangalli e Carlo Tivioli, che con grande coerenza hanno confermato la scelta di presentare le collezioni il primo di marzo. Una prova d’orgoglio che certo non guasta.
Guardiamo oltre, perché all’ultima giornata di Milano moda donna, s’è accompagnato come evento collaterale l’inaugurazione di Palazzo Morando (nel quadrilatero della moda, in Via Sant’Andrea, 6) come museo dedicato alla moda e alla storia del costume. Più che un museo uno spazio polivalente “un ambiente destinato alla ricerca di linguaggi estetici e alla promozione di un’immagine giovane e giocosa del Costume e della Moda”, precisa l’assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory.
Così da oggi, fino al 2 maggio, Palazzo Morando ospita quattro interessanti mostre. Una selezione del patrimonio di dipinti e abiti storici dalle Civiche Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco per l’allestimento di “Milano e lo stile di una città tra Settecento e Novecento”, esposti i dipinti provenienti dalla collezione di Luigi Beretta, acquisita dal Comune nel 1934, inoltre sono stati messi in scena vari abiti dal XVIII al XX secolo. La pinacoteca si configura come un’importante collezione che illustra le trasformazioni del tessuto urbano e le principali manifestazioni della vita pubblica e privata della città di Milano tra il XVII e il XIX secolo. Il percorso si snoda lungo 22 sale nelle quali è approntato un allestimento, in parte originario, altamente evocativo dei caratteri e dell’atmosfera tipici delle dimore nobiliari del Settecento.
Al piano terra viene invece inaugurato da “The Thread of Dreams – Frette 2010 / 1860”, una vasta esposizione di collegamento tra il “passato” ed il “futuro” promossa dall’assessorato alla Cultura e da Frette, in occasione dei 150 anni di attività della maison. La mostra presenta preziosi reperti dell’Archivio Storico Frette, il più importante al mondo per tessuti jacquard, insieme a oggetti e immagini provenienti dalle Civiche Raccolte d’Arte Applicata.
E ancora, spazio a due accurate mostre: “Dettagli di moda. Gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangiameli” e “La Collezione Tirelli. Costumi dell’atelier tra cinema e teatro“, curata dal premio Oscar Gabriella Pescucci, testimonianza di alta creatività, rinnovamento ed eccellenza unica al mondo. In questa esposizone la sartoria Tirelli, nota in tutto il mondo per la realizzazione di costumi per film e spettacoli famosissimi (otto gli Oscar e quattro le nomination) proprone l’esposizione di costumi concepiti per il teatro di prosa e d’opera e di abiti ricreati filologicamente per il cinema, sottolineando il lavoro di straordinari costumisti cresciuti nella “Bottega” e che in seguito hanno raggiunto un prestigio internazionale.
Da ultima ma non per ultima, la mostra “Dettagli di moda. Gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangiameli”, esposizione dedicata alla collezione storica delle sorelle Anna, Lucia e Ninni Mangiameli, donata al Comune di Milano e composta da preziosi accessori (borse, fibbie, spille) raccolti grazie a un collezionismo competente e tenace. Le donatrici, eredi dell’attività produttiva nel settore della pelletteria fondata dal padre nel 1928, hanno raccolto nel tempo oggetti di epoche diverse come fonte di ispirazione per le loro creazioni.
Le mostre sono ad ingresso gratuito.
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