Amburgo, al Kunstverein la politica diventa fumetto

La politica tradotta a fumetto, ed uno degli esempi più moderni, non fosse altro per la sua trasposizione cinematografica è il notissimo “V per Vendetta” [...]

La politica tradotta a fumetto, ed uno degli esempi più moderni, non fosse altro per la sua trasposizione cinematografica è il notissimo “V per Vendetta” di Alan Moore che è protagonista da giorni e fino al 14 marzo 2010 al Kunstverein di Amburgo, in Germania. Esposte, le tavole spesso visionarie di autori che chiudono un cerchio che parte diametralmente in direzioni opposte con nomi come Albrecht Dürer ed Art Spiegelman che poi si ricongiungono nella perfezione. Sono in tutto 130 gli artisti accolti e dai loro lavori se ne evince chiaramente quanto sia cambiata e cresciuta la capacità di rendere il fumetto, che nell’immaginario comune racconta storie semplici, a lieto fine, per bambini, uno strumento capace di impregnasi di odio velato e tanta tanta tanta violenza. In ogni epoca rappresentata, tavole riguardanti la Guerra in Palestina o la persecuzione in Jugoslavia o la crisi economica del 1930, sono affiancate da altri contributi artistici capaci di riassumere l’ideale stesso di proposta artistica del tempo. Con questo, si riesce anche ad identificare la società: stanca ed arresa, o infervorata e proiettata al futuro ciecamente. Resta sempre la politica, giusta o sbagliata, il tema principe, e anche qui, su tutti, oltre a “V per Vendetta” già citato, viene alla mente lo storico “Maus”, proprio di Spiegelman, che ripercorre la storia dell’Olocausto ebreo. (Davide Rabaioli)

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