Massimo Giacomini, lo sguardo oltre il muro

Dalla sua ha il merito di essere un manager non convenzionale e di credere fortemente a forme nuove di comunicazione. Partendo dal presupposto che gli [...]

Dalla sua ha il merito di essere un manager non convenzionale e di credere fortemente a forme nuove di comunicazione. Partendo dal presupposto che gli standard espressivi su internet abbiano raggiunto una massificazione vetusta e che la cultura non ha mai fatto male a nessuno, Massimo Giacomini, imprenditore novarese stimato e apprezzato in tutto il mondo, ha colto l’attimo opportuno per dedicarsi in prima persona, e con due delle sue società, al mondo del Web. Editore di MG Art s’inventa, qualche anno fa, il Magazine Internet, sul quale i vostri occhi stanno porgendo la dovuta attenzione, pianificando un azzardato e coraggioso criterio di fare informazione: arte e cultura libere da qualunque forma o vincolo di contaminazione. Un modo tranquillo di risalire le rapide della notizia in un contesto generale di omologazione dei mass-media. I fatti oggi gli stanno dando ragione. Cosa dire del proprio editore senza cadere nelle banalità di rito? Che si tratta effettivamente di manager di successo, discreto e introverso. A dispetto di molti suoi colleghi editori disdegna fortemente le luci della ribalta (la testimonianza sta nella difficoltà che la redazione ha avuto nel recuperare una sua immagine da inserire in questa rubrica). In campo lavorativo, e non ci riferiamo solamente a quello editoriale, confida fermamente nel gruppo come entità energica, creativa e attiva, relegando la sua figura a ruolo di spettatore attento, sempre presente e puntuale nella sua sala di regia. Il silenzio e la riflessione rappresentano i suoi elementi distintivi accomunati alla caparbietà che l’ha spinto a slegarsi dall’azienda di famiglia conosciuta in tutto il mondo ma, nonostante questo, a lui molto stretta. Oggi è al timone della holding che porta il suo nome. Passioni tante. Su tutte l’arte in ogni sua forma espressiva che lo nobilita anche sotto il profilo estetico. “Daring To Do” è il suo biglietto da visita condiviso da atleti del calibro di Valentina Vezzali, Andrew Howe, Diego Occhiuzzi e Roberto La Barbera. Altri grandi personaggi sono ai nastri di partenza per usufruire anch’essi del circuito e dei vantaggi che concede Daring, uno dei tanti gioielli dell’editore Massimo Giacomini.

DTD Inevitabilmente la domanda di prammatica è perché Daring To Do.

M.G. Perché vi era la necessità di una forma di comunicazione alternativa e indipendente nel mondo del web. Non convenzionale, non omologata. Navigando su internet ci si annoia a leggere e rileggere notizie costruite da lanci di agenzia o redatte nella propria impalcatura dallo strumento del copia – incolla. Daring To Do è costituita da una sua redazione e da una rete di valenti collaboratori distribuiti sulla penisola che fanno propria la notizia. I nostri lettori se ne sono accorti. Si sono accorti dell’esistenza di Daring anche diversi siti che quotidianamente attingono dal magazine il nostro comunicare. Questo non fa che renderci orgogliosi del lavoro che stiamo svolgendo.

DTD L’inizio di una grande avventura quindi.

M.G. Intendo innanzitutto precisare che non alberga in noi la presunzione d’insegnare qualche cosa al mondo dell’informazione. Per rispondere poi al quesito, effettivamente è così. Daring nasce dal desiderio di far capire cultura e arte e di essere informati sulla stessa. Nasce quindi per offrire un megafono a chi ha desiderio di divulgare creatività, qualità, informazione e critica. Giungendo a tutti con un linguaggio comprensibile. Tentiamo, augurandoci di riuscire, di fare del giornalismo e, considerando come oggi si muove il mondo dell’informazione, confermo quanto formulato nella domanda. Non siamo gli unici in questa grande avventura ma probabilmente siamo tra i più freschi e con tanta voglia di fare e di farlo bene. I risultati di tanto impegno ci incoraggiano non poco.

DTD Cosa spinge un imprenditore stimato e riconosciuto a livello mondiale ad intraprendere un’avventura nel settore editoriale ?

M.G. E’ un settore che mi ha sempre affascinato. In tutte le aziende del mio gruppo la comunicazione ha un ruolo da protagonista. Oggi c’è anche Daring To Do che non considero di mia appartenenza ma un patrimonio di tutti. Guai non fosse così. Guai considerare che la cultura e la corretta informazione siano un privilegio riservato a pochi eletti.

DTD Daring To Do ha appena chiuso il suo primo anno, il 2009, trasformandosi da semplice blog ad una testata giornalistica.

M.G. Con tanto di direttori, caporedattore ed una rete di apprezzati collaboratori. Giovani giornalisti affiancati da vecchi lupi del mestiere – in fatto di esperienza naturalmente. Un grande omaggio a Daring To Do, e lo ringrazio per questo vista la sua misurata disponibilità per le interviste, lo ha reso, qualche settimana fa, il  presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca concedendo un’analisi puntuale e critica sull’evoluzione dell’informazione.

DTD. E il futuro di Daring To Do ? Dove vuole arrivare l’ editore Massimo Giacomini ?

M.G. Il futuro prossimo di Daring To Do parte già dal mese di marzo gratificando i lettori e migliorando ancora una volta il servizio stesso. Con l’iscrizione alla newsletter della testata ogni nostro lettore sarà gratificato con il primo “volume” “DaringToDo 2009 “. Una raccolta su cd di un anno di Daring facilmente consultabile al cui interno sono presenti tutte le notizie, le interviste esclusive e le immagini. Un progetto editoriale per ringraziare coloro che ci seguono. L’iniziativa, completamente gratuita, rappresenta un grande sforzo per Daring giunto solo al suo secondo anno di vita, ma chi ha creduto in noi credo lo meriti ampiamente. Nel suo futuro DaringToDo esplorerà altre fonti di comunicazione che serviranno ad alimentare e completare la testata on line e per consolidare e arricchire ulteriormente la propria credibilità.

DTD Una credibilità condivisa da grandi atleti quali Valentina Vezzali, Andrew Howe, Diego Occhiuzzi e Roberto La Barbera inseriti nel circuito stesso di Daring To Do.

M.G. Atleti che hanno creduto in noi e alla nostra competenza nella comunicazione via web e al nuovo messaggio che Daring ha voluto dare.

DTD E’ palese, però, che dietro una struttura così ben organizzata emerga la figura di un manager competente e perfettamente in grado di gestire la materia.

M.G. Sono particolarmente restio a parlare di me. Il bagaglio di esperienza maturato negli studi e sul campo, nelle aziende che ho diretto e dirigo personalmente, credo sia una ricchezza da veicolare in tutte le realtà imprenditoriali, come appunto quella di DaringToDo. A tutti i miei collaboratori ho sempre trasmesso  entusiasmo nell’affrontare progetti nuovi. Questa è una delle prime regole della mia filosofia manageriale. Confido molto nel lavoro di gruppo offrendo allo stesso, dopo aver tracciato le linee guida progettuali, molta autonomia creativa ed interpretativa. Divido il mio tempo lavorativo tra l’Italia e il resto del mondo coltivando la passione per l’arte e naturalmente l’amore e l’attenzione per la mia famiglia.

DTD Da abile comunicatore ha però glissato sapientemente ad una delle mie domande. La ripropongo. Dove vuole arrivare l’editore Massimo Giacomini ?

M.G. Ho iniziato da poco questo nuovo percorso e ne sono veramente fiero. Ho già all’attivo diverse pubblicazioni editoriali riguardanti il mondo dell’arte. Poi c’è Daring. Mi ripeto il mondo della comunicazione mi affascina parecchio però oggi intendo non pormi dei traguardi o degli obiettivi che non siano quelli di far bene su ciò che è. E’ mia natura non mettere troppa carne al fuoco ma non nascondo che sto prendendo in esame tanti altri progetti che arricchiranno notevolmente Daring e mi auguro anche il mondo dell’editoria e della comunicazione.

(Francesco Serviente)

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