Una storia di fede e arte. Le più belle icone Ucraine in mostra ad Ancona

Straordinarie immagini “vestite” d’oro e d’argento, oggetti realizzati a volte con preziose sete e fili d’oro e sempre, testimonianza di una fede dai rituali antichi [...]

Straordinarie immagini “vestite” d’oro e d’argento, oggetti realizzati a volte con preziose sete e fili d’oro e sempre, testimonianza di una fede dai rituali antichi e suggestivi.

A partire dal 3 marzo e fino all’11 settembre, la Mole Vanvitalliana di Ancona ospita “L’Epoca d’Oro delle Icone Ucraine”. Per la prima volta in Italia arriva una straordinaria raccolta di icone ucraine datate tra il XVI ed il XVIII secolo.

Sono oltre quaranta le opere provenienti dalla Riserva Nazionale storico-culturale di Kyiv-Pechersk e dal Museo Nazionale “Andriy Sheptytskyi” di Lviv che nella mostra saranno affiancate da una raffinata quanto preziosa selezione di oggetti e paramenti liturgici fortunosamente scampati alle distruzioni e ai saccheggi che hanno accompagnato le vicende politiche e belliche di quella nazione nel ‘900.

La rassegna, curata da Serhiy Krolevets, Direttore Generale della Riserva Nazionale storico-culturale di Kyiv-Pechersk e da Giovanni Morello, Presidente della Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa, è sostenuta dall’Ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede e dalle istituzioni locali.

Spiegano gli organizzatori: “In mostra sarà possibile ammirare alcune delle icone più belle consacrate a Maria, come la  Vergine Odigitria, che indica il cammino, cioè Gesù, oppure la Madonna della Chiesa della Trinità di S. Illya o la Madonna di Pochayiv: fra le immagini mariane più venerate in Ucraina, dove la devozione alla Santa Vergine è testimoniata sin dai primi tempi della sua cristianizzazione.

Le icone ucraine, a differenza di quelle bizantine e slave ricche d’oro ma povere di colore, presentano una cromia più accentuata, determinata dall’uso della luce che riempie i dipinti, seguendo le indicazioni dei teologi che insegnavano come il cielo benedicesse la terra con la sua luce. Anche lo stile, nelle icone ucraine, sembra abbandonare la più statica influenza bizantina per rivolgersi con più interesse verso l’arte occidentale, seppur coniugata in un linguaggio più vivacemente popolare”.

Realizzata come evento di preparazione al Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà in Ancona dal 3 all’11 settembre 2011, la mostra nasce con lo scopo di aiutare anche a capire quanto ampie e profonde siano le comuni radici cristiane dell’Europa.

Il cristianesimo in Ucraina, d’altronde, ha una storia ormai millenaria. Secondo una antica tradizione sarebbe stato l’apostolo Andrea, il fratello di Pietro, a predicare per primo il Vangelo nelle regioni attorno al Mar Nero. Tuttavia le documentazioni storiche parlano della presenza di comunità cristiane datate ad alcuni anni prima del Mille ed è da Kiev che la fede cristiana si sarebbe ben presto diffusa anche in tutte le terre  della Russia e della Bielorussia.

“Con il cristianesimo entrava in quelle terre anche lo splendore della liturgia bizantina, espresso nel sontuoso decoro dei suoi parati liturgici e, soprattutto, nella maestosa ieraticità delle sante icone. Nella tradizione cristiana orientale l’icona costituisce infatti la forma principale dell’arte liturgica, ma è anche il mezzo privilegiato di contatto con il sacro”.

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