1983 – Il trionfo del playback
Erano quelli gli anni ‘buoni’ di Sanremo, che, grazie a un notevole impegno organizzativo, ottenne successo di ascolti e di partecipazioni. Il Festival numero 33, ancora di Gianni Ravera, fu affidato alla conduzione del fascinoso Andrea Giordana, con Isabel Russinova, Anna Pettinelli, Emanuela Falcetti, Daniele Piombi e Roberta Manfredi.
“TV Sorrisi & Canzoni” così giudicò i presentatori: Sono piaciute anche le presentatrici Anna Pettinelli ed Emanuela Falcetti, mentre meno a fuoco è apparsa Isabel Russinova (…). E non aiutata dalla presentazione tutta recitata del suo partner Andrea Giordana al quale, oltretutto, qualcuno ha affidato dei testi a dir poco sconcertanti.
Tra i debuttanti in gara, qualche nome che di lì a poco sarebbe divenuto più o meno conosciuto: Amedeo Minghi (la sua 1950 venne eliminata!), Marco Armani, Barbara Boncompagni (figlia di Gianni), Bertin Osborne, Nino Buonocore, Flavia Fortunato, Tiziana Rivale, Daniela Goggi, Donatella Milani, Amii Stewart. Tra i veterani: Christian, Giuseppe Cionfoli, Toto Cutugno, Marco Ferradini, Fiordaliso, Zucchero Fornaciari, Dori Ghezzi, Sandro Giacobbe, Gloriana, Matia Bazar, Gianni Morandi, Gianni Nazzaro, Passengers, Pupo, Vasco Rossi, Stefano Sani, Viola Valentino.
Fu il trionfo delle donne: prima Tiziana Rivale con
Sarà quel che sarà; seconda Donatella Milani con Volevo dirti; terza Dori Ghezzi con Margherita non lo sa. Splendida l’interpretazione di Antonella Ruggiero, la raffinatissima cantante dei Matia Bazar, che seppe distinguersi con Vacanze romane, brano assai apprezzato da critica e da pubblico.
Furono però i maschi a godere dei favori del dopo Festival: Toto Cutugno con L’italiano, che all’estero sarebbe divenuto il nuovo inno del nostro Paese; Gianni Morandi con La mia amica amatissima; e la mitica Vita spericolata di Vasco Rossi, solamente al 25° a Sanremo ma che ben presto sarebbe diventata un cult per i più giovani: Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte così, voglio una vita che se ne frega, che se ne frega di tutto, sì; voglio una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormi mai, voglio una vita di quelle che non si sa mai.
Toto Cutugno superò ogni altro concorrente per numero di schedine Totip inviate dai telespettatori ma le giurie dislocate nelle varie regioni italiane decisero diversamente. La sua fu comunque una vittoria morale decretata a furor di pubblico. Quella edizione passò alla storia per la possibilità di usare non solo le basi musicali ma le registrazioni complete: il playback, insomma.
Numerosi gli ospiti delle tre serate: il grande Peter Gabriel innanzitutto, Toquinho, John Denver, Frida degli Abba, The Commodores, K. C. and the Sunshine band. E, tra gli italiani: Modugno, Claudio Villa, Manfredi, Pippo Franco, Raffaella Carrà, Benigni (si scusò per il Wojtilaccio del 1980).
Nei juke-box e nelle radio di quell’anno i motivi più gettonati furono: la colonna sonora di Flashdance, Vamos a la playa dei Righeira, Words di F. R. David, I like Chopin dei Gazebo, Moonlight shadow di Mike Oldfield. Nel 1983, all’estero, esordivano Madonna e i R.E.M. con il disco Murmur (l’anno prima avevano inciso il mini-LP Chronic Town). I Metallica con il 33 giri inventarono lo speed-metal. Al cinema: C’era una volta in America di Sergio Leone, E la nave va di Federico Fellini, Blade Runner di Ridley Scott, E.T l’Extraterrestre di Steven Spielberg, Gandhi di Richard Attenborough (premiato con svariati Oscar). Nella letteratura, evento dell’anno il libro di Milan Kundera L’insostenibile leggerezza dell’essere.
Intanto, in quel 1983, ci fu clamore nel mondo della Tv: il popolare presentatore Enzo Tortora veniva arrestato con l’accusa di coinvolgimento con la camorra. Si aprì un tormentato caso giudiziario e umano. Lutto sanremese: moriva Cinico Angelini, direttore d’orchestra di tanti storici Festival. In politica, in agosto, il socialista Bettino Craxi diventava presidente del Consiglio. Il leader del sindacato polacco Solidarnosc Lech Walesa riceveva il Nobel per la pace.
Nel calcio, la Roma di Falcao e allenata da Liedholm vinse dopo 40 anni lo scudetto, staccando di 4 punti la Juventus (bianconeri sconfitti in finale nella Coppa dei Campioni dall’Amburgo). Nel ciclismo, Giuseppe Saronni maglia rosa al Giro d’Italia davanti a Roberto Visentini.
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