1982 – Spuntano Vasco, Zucchero e Mia Martini
Ancora Claudio Cecchetto a presentare il 32° Festival firmato Ravera; accanto a lui Patrizia Rossetti (vincitrice di un concorso di “Domenica In”) e, in collegamento dal salone delle feste del Casinò, Daniele Piombi.
In gara trenta cantanti. Debuttanti: Al Bano e Romina Power (considerati esordienti come duo), Plastic Bertrand, Piero Cassano, Mario Castelnuovo, Christian, Giuseppe Cionfoli, Fiordaliso, Zucchero Fornaciari, Julie, Marina Lai, Lene Lovich, Rino Martinez, Mia Martini, Milk and Coffee, Le Orme, Vasco Rossi, Stefano Sani, Roberto Soffici, Viola Valentino, Elisabetta Viviani. L’americana Lene Lovich e il francese Plastic Bertrand cantarono nella loro lingua dato che il regolamento stabiliva che fossero italiani gli autori.
Veterani: Orietta Berti, Riccardo Del Turco, Drupi, Riccardo Fogli, Jimmy Fontana, Mal, Anna Oxa, Bobby Solo, Claudio Villa, Michele Zarrillo. La classifica finale vide al primo posto Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni (Fogli-Morra-Fabrizio); Al Bano e Romina Power secondi con Felicità (Minellono); terzo Drupi con Soli (Drupi-Belleno-De Scalzi).
La rivista “TV Sorrisi e Canzoni”, in edicola la settimana prima della finale, pubblicò l’immagine del vincitore, alimentando sospetti e polemiche. A queste si aggiunsero le proteste e le accuse di Claudio Villa, escluso dalla finale (il suo brano aveva un titolo significativo: Facciamo la pace), dopo essersi presentato nella categoria “giovani”. Villa si scagliò contro Ravera e contro le giurie del Festival definite forze occulte come la P2. Per il “reuccio” fu l’ultima presenza come cantante in gara a Sanremo.
Quell’anno a Sanremo non mancarono debutti significativi e inaspettati: Vasco Rossi con Vado al massimo proponeva un testo anticonformistico proprio da un palco che ne rappresentava l’antitesi; Zucchero esordiva con Una notte che vola via. I due cantautori di lì a poco sarebbero entrati nei favori dei giovani. Così Marinella Venegoni scriveva di quell’edizione ricca di grandi novità: Nell’82 la gallina fa le uova d’oro. Il post-cantautorato arriva con ‘Vado al massimo’ e Vasco Rossi; sull’opposto versante, per i normali arriva con Felicità la magica coppia Al Bano-Romina. Vince però Riccardo Fogli, con ‘Storie di tutti i giorni’; come quest’anno, c’è un quasi-frate canterino, il tremendo Cionfoli; e c’è Zucchero ancora in versione povera, che nessuno si fila, e Zarrillo fissato con le rose blu. Ma si regista soprattutto il ritorno di una grandissima e sfortunata interprete, Mia Martini, con ‘E non finisce mica il cielo’, scritta dal compagno per lunghi anni, Ivano Fossati. Claudio Villa sfida a morte l’ex amico Ravera, presentandosi fra i giovani: eliminato trascinerà in tribunale l’allegra compagnia sanremese. Ce n’è da riempire i giornali per una vita. Infatti gli accrediti crescono, montano gli spazi Rai collegati al Festival. Un Festival quello del 1982 all’insegna del tutto e di più, addirittura con un frate francescano con saio e barba d’ordinanza e una canzone, Solo grazie, che si ispirava all’amore universale. E la Rai non lesinò sull’impegno tanto che predispose collegamenti via satellite da New York per i Bee Gees e i Kiss. Altri ospiti furono Gloria Gaynor, gli America, Marianne Faithfull (già presente al Festival nel 1967), i Van Halen, i Village People, Hall&Oates, gli Stray Cats, Del Newman e la sua orchestra. Ospiti italiani: Nino Manfredi, Claudia Mori, Marco Lucchinelli (campione di motociclismo). Crebbero notevolmente gli ascolti: con una media di oltre 22 milioni di telespettatori nella seconda e terza serata.
Nella hit parade, accanto alle canzoni del Festival, ecco Paul Mc Cartney e Stevie Wonder con Ebony and ivory, Falco con Der Kommissar, The Alan Parson’s Project con Eye in the sky, la colonna sonora de Il tempo delle mele (Reality), Miguel Bosè con Bravi ragazzi, Claudio Baglioni con Avrai, De Gregori con Titanic, Franco Battiato con La voce del padrone. Quei primi anni Ottanta videro in testa alle classifiche Thriller di Michael Jackson mentre sul grande schermo andava di moda il romanticismo di Sophie Marceau, che stregò gli adolescenti ne Il tempo delle mele. Nel calcio, scudetto alla Juventus, a un punto la Fiorentina. Clamoroso: in B il Milan, il Bologna e il Como. Nel ciclismo, maglia rosa per la seconda volta di Bernard Hinault (vincerà anche la maglia gialla), davanti a Prim e Contini. Il 13 giugno, in Spagna, si inauguravano i Mondiali di calcio. L’11 luglio, nella finale, si affrontarono l’Italia e la Germania. Davanti a un entusiasta presidente Sandro Pertini, Rossi, Tardelli e Altobelli diedero la vittoria agli Azzurri (3 a 1 il risultato). L’urlo gioioso di Tardelli dopo il gol sarebbe divenuto l’emblema della serata. Terza la Polonia che sconfisse la Francia. Grande entusiasmo nel Bel Paese: ancora una volta il calcio aveva ‘cementato’ l’amore di patria! Il 1982 fu un triste anno per l’automobilismo: nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, morì Gilles Villeneuve, spericolato e amatissimo pilota della Ferrari.
Tanti gli avvenimenti dell’anno: in un incidente d’auto moriva Grace Kelly, consorte del principe Ranieri di Monaco . Il 3 settembre venivano uccisi dalla mafia il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’autista: ancora una volta l’Italia doveva fare i conti con le oscure forze dell’anti-Stato. A Mosca, a novembre, scompariva a 76 anni Leonid Breznev, segretario generale del Pcus dopo l’esonero di Kruscev. Era la fine di un’epoca di chiusura e di conservatorismo. E ancora: in aprile aveva inizio la guerra tra Argentina e Gran Bretagna per il possesso delle isole dell’arcipelago delle Malvine o Falkland. Il 15 giugno il conflitto si chiuse con la vittoria delle forze inglesi e la resa totale del’Argentina. Tre lutti nel cinema: Henry Fonda, Romy Schneider e Ingrid Bergman. Sofia Loren, intanto, era condannata per evasione fiscale e finì in carcere a Caserta.
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