Sanremo History 1981-1983: gli anni del playback e degli incompresi

Il viaggio in quella porzione di storia italiana letta attraverso il Festival di Sanremo da Francesco Ruga, continua avanzando lungo gli anni ’80. La rassegna [...]

Il viaggio in quella porzione di storia italiana letta attraverso il Festival di Sanremo da Francesco Ruga, continua avanzando lungo gli anni ’80. La rassegna della canzone italia per molti è un vano trascinarsi, la storia confermerà che il Festival – piaccia o meno – è capace di risorgere dalle sue ceneri.

1981 – Il Festival della Rai alla riscossa

Dopo una lunga depressione ecco il Festival numero 31 del 1981 (organizzato nuovamente da Gianni Ravera) con presentatore il riconfermato Claudio Cecchetto, la cui sigla Giocajouer fece da colonna sonora alle tre serate. A fianco di Cecchetto, Eleonora Vallone (figlia di Raf) messasi in luce più per le trasparenze degli abiti che per la bravura, Nilla Pizzi e Franco Solfiti. Carla Bissi, in arte Alice, trionfò con Elisa di Alice, Franco Battiato e Giusto Pio: Per Elisa vuoi vedere che perderai anche me. Per Elisa non sai più distinguere che giorno è. E poi, non è nemmeno bella. Per Elisa paghi sempre tu e non ti lamenti. Per lei ti metti in coda per le spese. E il guaio è che non te ne accorgi. Era la voce della gelosia contro la malìa femminile capace di plagiare l’uomo, ridottosi a guardare le vetrine.

Alice non era nuova a Sanremo, avendovi partecipato (con scarso successo) nel 1972 con il suo vero nome e come vincitrice di Castrocaro, voci nuove. Al secondo posto la showgirl Loretta Goggi con Maledetta primavera, un fortunato motivo che avrebbe scalato le classifiche di vendita (mezzo milione di copie): Se per innamorarmi ancora tornerà maledetta primavera che fretta c’è per innamorarsi basta un’ora. Al terzo posto Dario Baldan Bembo con Tu cosa fai stasera?

A proposito del successo della manifestazione, il cui ascolto medio raggiunse gli oltre 22 milioni di telespettatori nella serata finale, la giornalista Marinella Venegoni osservava: Fu grazie a Berlusconi che la Rai tornò a occuparsi massicciamente, dal 1981, del Festival di Sanremo. Canale 5 era ormai una realtà consolidata, e i giornali raccontavano come il Comune della ridente città rivierasca stesse trattando il passaggio alla tv privata della gara canora; nell’amministrazione bruciava soprattutto l’onta dell’oscuramento Rai del Festival per quasi tutti i Settanta, con la diretta soltanto nella finale. Pur di non lasciare al nemico il boccone, la Tv di Stato si rimise in affari alla grande con Sanremo.

In quel Sanremo segnato dalla “grandeur”, tra i 17 debuttanti, da segnalare Dario Baldan Bembo (terzo classificato), Luca Barbarossa (17° con Roma spogliata), Gianni Bella, Jo Chiarello, Eduardo De Crescenzo (quarto posto con Ancora), Loretta Goggi (seconda in classifica), Fiorella Mannoia (si fece notare per il talento e si piazzò al sesto posto con Caffè nero bollente), Passengers, Michele Zarrillo. Tra i veterani: Alice, Orietta Berti (con La barca non va più, testo di Bruno Lauzi, una metafora ‘politica’: Porca miseria, qui la barca non va più), Collage, Enzo Malepasso, Marcella, Marinella, Leano Morelli, Umberto Napolitano, Opera, Ricchi e Poveri (gran successo di vendite con Sarà perché ti amo e ‘orfani’ della bionda Marina Occhiena), Bobby Solo.

Il critico Cenzino Mussa così metteva a fuoco quel Sanremo: 80 milioni di spettatori in tre serate, dichiara un megafunzionario Rai (…). Anche per questo motivo le vendite risultano in sensibile aumento: 60 milioni fra dischi e nastri preincisi. E un’inchiesta rivela che per la musichetta i nostri ragazzi spendono dagli 800 ai mille miliardi l’anno, più del doppio di dieci anni prima. Il Festival, sino a ieri imprevedibile e appassionante come un calendario, riserva adesso qualche sorpresa. Per esempio, la vincitrice Alice (nome d’arte di Carla Bissi, Forlì 1954) che non ha più la faccia da cerbiatto e neppure la ‘s’ sibilante ma è una donna sexy e un po’ ombrosa, con voce dura e profonda. Per esempio, Loretta Goggi (Roma 1950) aggressiva e grintosa (…). Per esempio, Edoardo De Crescenzo (Napoli 1951), ‘nero’ di Mergellina, che attinge dal linguaggio quotidiano per la sua ‘Ancora’, interessante rhythm and blues partenopeo da cantare a perdifiato. Per esempio, Orietta Berti (Cavriago, Reggio Emilia, 1943) che, con la sua voce cristallina, trasforma una filastrocca per bambini in una metafora politica.

Tra gli ospiti illustri di quel 1981, i Dire Straits e i Bad Manners il cui leader Fatty Buster si spogliò davanti alle telecamere. Nella hit parade, prime Alice e Loretta Goggi con i loro successi sanremesi, insidiate dai Pooh con Chi fermerà la musica e Nikka Costa con il ‘tormentone’ On my own. In Giamaica scompariva il re del raggae Bob Marley. Quell’anno Umberto Eco vinse il premio Strega con Il nome della rosa che sarebbe poi divenuto un ‘classico’ di quel decennio. Il 12 settembre scompariva a Milano Eugenio Montale, Nobel della letteratura nel 1975.

Nel calcio, la Juventus conquistò lo scudetto distanziando di due punti la Roma; terzo il Napoli. Nel ciclismo, Battaglin fu maglia rosa. Nel motomondiale, vittoria nella 500 di Lucchinelli. Il 13 maggio, in piazza San Pietro, il papa Giovanni Paolo II veniva ferito gravemente dal terrorista turco Alì Agca: il mondo intero trepidò alla notizia e seguì in ansia l’evolversi della situazione. Sempre a maggio si tenne il referendum sull’aborto. Giugno ’81: l’Italia seguiva in diretta televisiva la tragedia di Vermicino con il povero Alfredino inghiottito in un tunnel. Scoppiava l’ennesimo scandalo italiano; questa volta riguardava la loggia massonica P2 di Licio Gelli. Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, era arrestato con l’accusa di esportazione illegale di capitali. Altri ‘misteri’ si aggiungevano a quelli ancora irrisolti. Intanto il 28 giugno il repubblicano Giovanni Spadolini formava il primo governo laico della nostra storia: un pentapartito Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli.  Dall’estero: il 1981 fu l’anno del matrimonio di Carlo d’Inghilterra con lady Diana Spencer e della tragedia irlandese, con una lunga serie di morti nelle carceri in seguito allo sciopero della fame da parte di detenuti dell’Ira. Il processo di pace in Medio Oriente parve subire un arresto a causa dell’assassinio del presidente egiziano Sadat. Fortunatamente il successore Mubarak continuò la politica di distensione con Israele.

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