Mario Maffucci è stato il responsabile del Festival di Sanremo dal 1997 al 2000. Già dal 1982 ha lavorato con Pippo Baudo e Adriano Aragozzini per ridare vita e lustro alla kermesse. I Festival targati Maffucci sono stati nell’ordine quelli con Mike Bongiorno, Piero Chiambretti e Valeria Marini; con Raimondo Vianello, Veronica Pivetti e Eva Herzigova; con Fabio Fazio, Renato Dulbecco e Laetizia Casta; con Luciano Pavarotti, Teo Teocoli e Ines Sastre. Insomma un “professionista” con tutti i titoli per parlare di Sanremo e sottolinearne mancanze vecchie e nuove. Una su tutte il televoto vera pietra dello scandalo di questa edizione appena andata in archivio.
EB: “Maffucci, è vero che il televoto, come sostiene la Clerici, è l’espressione del popolo?”
M: ”Assolutamente no, il televoto è causale. Non è verificabile chi, come, quanto vota. Non è controllabile: ci possono essere persone, gruppi interi che investono anche migliaia di euro sull’acquisto di schede telefoniche, che bloccano i centralini. Non è affidabile come sistema e non rispetta i valori musicali in campo”.
EB: ”Quando lei era responsabile del Festival c’era il televoto?”
M: ”No. Noi adottavamo il sistema di votazione distribuendo i voti tra giuria demoscopica e giuria di qualità. Ciò che contesto al televoto è che tradisce profondamente il senso popolare del voto, sortisce esattamene l’effetto contrario per cui è pensato”.
EB: ”Quando è stato introdotto il televoto?”
M: ”Dopo il 2000, dopo la mia ultima gestione”.
EB:” Trova che il livello delle canzoni in gara quest’anno fosse buono?”
M: “Sì, il livello musicale era buono, anche per questo è un dispiacere vedere in finale tre canzoni che non meritavano di esserci”.
EB: “Quale delle tre canzoni trova – a questo punto devo chiederle – meno brutta?”
M: ”La canzone di Marco Mengoni “Credimi ancora”, seppur non eccezionale, era decisamente migliore delle altre due”.
EB: “Questo Festival, nonostante le polemiche a questo punto musicali, chiude con risultati d’ascolto decisamente importanti. E’ la resa della musica? Ormai Sanremo è solo e soltanto tv?”
M: “Innanzitutto i numeri di quest’anno sono sicuramente importanti, ma bisogna fare attenzione a non perdere di vista il fattore casualità, oltre al fatto che la contro programmazione è stata davvero inesistente. Io credo, anzi auspico che si possa tornare ad una manifestazione in cui non sia il televoto a decretare il vincitore, nel rispetto della musica e del Festival stesso”.
EB: “E’ davvero ancora possibile? Alla fine Raiuno torna a casa con un clamoroso successo? Perché dovrebbero cambiare?”
M: “E’ possibile cambiare dipende dalla dirigenza, dagli uomini che costruiscono il festival. Perché dovrebbe cambiare? Per ritornare ad un Festival in cui davvero siano rispettate la musica e l’espressione popolare”.
Intervista di Erika Brenna
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