Harry Potter si avvia ad una lenta e dolorosa morte. E non per mano del nemico di sempre. Un ultimo film diviso in due parti: Harry Potter e i doni della morte, in uscita rispettivamente questa estate e la prossima (2011) e poi del maghetto di J.K. Rowling si parlerà al passato, almeno così è scritto, così dagli annunci ufficiali.
E’ vero che, come una gigante rossa, Harry sta esaurendo la sua carica attrattiva nei confronti delle nuove generazioni. Forse perché quei bambini che alla fine degli anni ‘90 gli diedero una dimensione globale identificandosi in quel ragazzino tanto normale, occhialuto, debole, ma dai poteri straordinari;
oggi studiano per la maturità. E per quelli che attualmente sono i loro coetanei di allora, una volta normalizzatosi il fenomeno Potter (che comunque resta un successo) ecco pronti nuovi eroi da rimpiazzare al box office e in libreria, eroi da snocciolare in ogni salsa: libri, cinema, dvd. Il riferimento, non casuale, è alla saga di Percy Jackson; epopea fantasy scritta dal texano Rick Riordan che negli States sin dal 2005 ha già collezionato cinque volumi di grande successo. In Italia la storia è invece appena partita con l’uscita per Mondadori de “Il ladro di fulmini. Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo” in libreria ad anticipare l’omonimo film che sarà nelle sale il 12 marzo. Film diretto – ed anche questa circostanza non è casuale - da Chris Columbus, già regista nel 2001 e 2002 di Harry Potter e la pietra filosofale e di Harry Potter e la camera dei segreti; nonché produttore, nel 2004, di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban.
Ma i punti di contatto tra Harry e Percy non sono tutti qui. Entrambi sono partoriti con la formula dell’antieroe che si riscatta.
Nel mondo comune sono entrambi deboli: Harry orfano e maltrattato dalla sua famiglia adottiva di “babbani” scopre di essere una mago dagli eccezionali poteri; Percy, dislessico e con difficoltà di apprendimento finisce per scoprire invece che questa sua “debolezza” gli deriva dall’essere in realtà figlio di un essere umano e di un dio. Il padre è infatti Poseidone.
E come l’inglese Rowling si è evidentemente ispirata alla mitologia celtica per ambientare e supportare le sue storie, il texano Riordan ricorre direttamente all’aiuto degli dei dell’Olimpo e di una mitologia che è stata capace d’incantare molteplici generazioni.
Questa la storia de Il ladro di fulmini. Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo. Ambientato nel mondo moderno, l’Olimpo è situato 600 piani al di sopra del celebre Empire State Building di New York. Interagendo – vizio antico – con l’umanità, gli dei hanno dato vita a una nuova razza di semidei tra i quali Percy, figlio adolescente di Poseidone. Percy Jackson, interpretato da Logan Lerman è sospettato di aver rubato il fulmine di Zeus, l’arma più potente dell’universo. Per provare la sua innocenza ed evitare una guerra devastante tra dei, il ragazzo intraprende un’odissea attraverso il continente alla ricerca del vero ladro. Lungo il viaggio, il ragazzo dovrà affrontare acerrimi nemici e tentare di salvare la madre dalle grinfie mortali di un altro dio, Ade. Tra gli interpreti: Pierce Brosnan, Uma Thurman, Sean Penn. Soppianterà Harry Potter? Al botteghino l’ardua sentenza.
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