Festival di Berlino. Una bufala su Taxi Driver ed un nuovo film sul nazismo

Lentamente declina al finale questa 60ma edizione del Festival di Berlino che probabilmente passerà alla storia per la fragorosa assenza di uno dei suoi protagonist, [...]

Lentamente declina al finale questa 60ma edizione del Festival di Berlino che probabilmente passerà alla storia per la fragorosa assenza di uno dei suoi protagonist, Roman Polanski. In attesa di conoscere titoli e vincitori (l’annuncio arriverà domenica),  negli ambienti festivalieri c’è stata una presenza che ha fatto più scalpore della mancanza di Polanski, quella di  Lars von Trier, che molti hanno visto aggirarsi negli ambienti giusti pur non avendo alcun film al festival. E così ecco il pettegolezzo: si è detto che abbia incontrato Martin Scorsese per mettere in cantiere un remake di “Taxi Driver” da realizzarsi con la collaborazione dello stesso Scorsese e dell’attore icona Robert De Niro. Nessun allarme per chi ha amato questo film, pare infatti che la notizia sia assolutamente falsa.

Da segnalare, invece, una pellicola di particolare interesse storico che  racconta un quasi sconosciuto episodio relativo alla propaganda nazista. “Jud Suss – Rise and Fall” del regista tedesco Oskar Roehler, sarà proiettato questa sera, rievocazione della tragica vicenda dell’attore Ferdinand Marian, morto alcolizzato e probabilmente suicida. 1939 il ministro  della Propaganda, Josef Goebbels, dà incarico al regista Veit Harlan di girare un film su Jud Suss Oppenheimer, finanziere ebreo del XVIII secolo che finì impiccato con le accuse di alto tradimento, corruzione, appropriazione indebita e stupro di una cristiana.

Il film antisemita perfetto, disse Goebbels (interpretato da Moritz Bleibtreu) che scelse Marian come protagonista dopo che si era visto opporre un rifiuto dai due pricipali attori tedeschi, Gustav Grundgens ed Emil Jannings. La pellicola, una vera e proria istigazione all’odio razziale, fu proiettata in ogni angolo del Reich e vista nel giro di pochi anni da più di 20 milioni di persone.

Oskar Roehler nel suo film ripercorre l’intera vicenda sottolinando la tragedia personale di Ferdinand Marian, interpetato da Tobias Moretti (già protagonista del Commissario Rex). L’uomo prende coscienza di essere stato manipolato avviandosi così all’autodistruzione. Uno dei capitoli del film è relativo alla sua partecipazione alla Mostra di Venezia del 1940. Allora un ventottenne critico cinematografico Michelangelo Antonioni, scrisse del film una recensione entusiasta per il Corriere Padano. Ed anche questa è una brutta parentesi.

Tobias Moretti, Moritz Bleibtreu | © Concorde Film 2010 / Petro Domenigg

Justus von Dohnany, Moritz Bleibtreu, Tobias Moretti | © Concorde Film 2010 / Petro Domenigg

Moritz Bleibtreu, Tobias Moretti, Martina Gedeck | © Concorde Film 2010

Tobias Moretti, Martina Gedeck, Moritz Bleibtreu | © Concorde Film 2010

Moritz Bleibtreu | © Concorde Film 2010 / Petro Domenigg

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