Una Beautiful di 3500 anni fa, secolo più secolo meno. Al centro della trama una regina bellissima, la più suadente delle donne d’Egitto, Nefertiti ed un figlio celebre, il faraone Tutankhamon della XVIII dinastia. Il ragazzo d’oro dell’Egitto antico che si scopre – a distanza di qualche millennio – non essere suo figlio.
La soap archeologica ha svelato i suoi contorni ieri mattina al Museo del Cairo, dove davanti a tre mummie e ad un centinaio di giornalisti, il celebre Zahi Hawass, segretario del Supremo Consiglio egiziano delle Antichità , ha presentato i risultati delle analisi del Dna effettuate sul corpo mummificato del faraone e non solo. Morto all’età di 19 anni, Tutankhamon è sempre stato circondato da un’aura di mistero a partire dalla sua stessa morte, attribuita sinora ad un omicidio.
Ma andiamo con ordine. Come svelano le ricerche effettuate da un team di 17 scienziati, il “ragazzo d’oro” era alquanto mal messo. Soffriva di malaria, di una deformità ai piedi e di una
rara malattia, il morbo di Köhler, che gli aveva provocato una necrosi ossea. Le testimonianze archeologiche dimostrano che era costretto ad usare le stampelle per reggersi in piedi (nella sua tomba ne sono state trovate 130) impossibile pensare che potesse tirare con l’arco e “dilettarsi” in altre pratiche guerresche. A questo punto è ipotizzabile che il giovane sovrano fosse rimasto stroncato dalle malattie e non da una mano assassina.
Se ne dice certo Hawass le cui rivelazioni non si fermano a questo. Ha infatti annunciato di aver identificato i genitori di Tutankhamon e che sulla base delle analisi, suo padre potrebbe essere il famoso Akhenaton, il faraone passato alla storia per essere stato il primo ad aver proclamato il dio unico. Ma la madre, che normalmente è sempre certa, si svela essere una delle sorelle del re e non la bella Nefertiti. Qui la vicenda diventa complessa, ma la Beautiful egizia delinea i suoi contorni. Un salto nella Valle dei re dove alcuni ritrovamenti del passato aiutano a svelare l’enigma. Al centro di tutto due mummie: quella di una donna anziana coi capelli e quella di una donna più giovane, che fu identificata dagli archeologi come ciò che resta del corpo di Nefertiti. La prima mummia, quella anziana, trovata nel 1889, secondo le risultanze del Dna sarebbe la regina Tiye, moglie di Amenhotep III, madre di Akhenaton e nonna di Tutankhamon. La mummia della giovane donna che si pensava fosse Nefertiti è sì la madre di Tut, ma è anche la figlia di Amenhotep III e della regina Tiye (la mummia della vecchia), dunque è anche la sorella di Tutankhamon e di conseguenza non può essere Nefertiti. E probabilmente proprio questi incroci tra consanguinei sono stati la causa dei mali del “ragazzo d’oro” che agli sguardi di oggi induce solo tenerezza. C’è da perderci la testa, come nelle migliori soap opera. Ma al di là del curioso gossip archeologico, per gli egittologi, ha confermato Hawass, si aprono nuove pagine tutte da sondare.
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