E’ noto che papa Ratzinger ami la musica, ed in particolare Mozart. E’ un musicista e non a caso il suo album , Alma Mater, è finito in lizza per un Brit award (leggi l’articolo). E’ vero, tuttavia, che tempo fa dal Vaticano arrivò la messa all’indice (metaforica) del rock come “musica del diavolo“. Una condanna che però è appellabile.
Proprio l’altro giorno, infatti, L’Osservatore Romano ha pubblicato una lista di album pop che avrebbero la “benedizione” vaticana e grazie ai quali poter sopravvivere all’invasione sanremese. Nella top ten ci sono il Santana di Black magic woman e gli Oasis di Wonderwall, che peraltro pare siano nell’mp3 di papa Benedetto. E ancora, ci sono i Pink Floyd di Dark side of the moon; Thiller di Michael Jackson; i Beatles (Revolver); Paul Simon (Graceland), i Fleetwood Mac (Rumors) e, ovviamente gli U2. Perchè ovviamente? Perchè gli stessi autori dell’articolo, Giuseppe Fiorentino e Gaetano Vallini recentemente hanno scritto che Bono è “un vero crociato della Cristinità”.
Ad accompagnare la lista tutte le precisazioni che hanno motivato la scelta. Ad esempio per l’album dei Pink Floyd si sottoline acome sia una meditazione sulla morte, il male e la cupidigia della società dei consumi.
Volendo scavare anche queste scelte potrebbero non essere completamente coerenti, ad esempio Revolver è forse l’album dei Beatles dove maggiori sono le influenze psichedeliche; così come in Thriller, Michael Iackson accompagna l’ultimo brano con un video dove si mostra come uno zombi danzante in un cimitero…e con tanto di diavoli.
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