Ammirare da vicino un capolavoro d’arte, scoprire segrati, storie, pennellate, è Artbox “A tu per tu con…”, iniziativa della Regione Lombardia che ogni mese, nella sede istituzionale del “Pirellone” propone al pubblico l’incontro ravvicinato con un’opera d’arte. Da giovedì prossimo, fino al 21 marzo, il terzo e penultimo appuntamento della serie vede protagonista il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano Vecellio, un olio su tela normalmente custodito presso il Palazzo Te di Mantova.
La tela, che come spesso capita ai capolavori, ha subito numerose peripezie. Nel 1562 pervenne ai Gonzaga dopo la morte del figlio dell’architetto Giulio Romano, quindi comincia il suo viaggio tra prestigiose collezioni europee, e verso la fine del Settecento viene segnalato a Rossie Priory in Irlanda tra i beni artistici di George, settimo Lord Kinnaird. Venduto all’asta in tempi più recenti dagli eredi del lord, il bene finì nella collezione dei Marcos, la potente famiglia filippina la cui catastrofe politica consentì, successivamente alla loro caduta, l’intevento della Provincia di Mantova, della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo che riacquistavano il capolavoro restituendolo all’Italia.
Dato per certo che sia stato di dipinto dal grande artista veneto, gli storici dell’arte ritengono che il quadro sia stato eseguito intorno al 1536. Diverse, infatti, sono le consonanze stilistiche con altri ritratti eseguiti dal Vecellio negli stessi anni. Inoltre proprio a quel periodo è datata la decisione di Federico Gonzaga di allestire nei nuovi appartamenti ducali, un “camerino” ove fossero esposte le effigi pittoriche di undici imperatori romani. L’impresa aveva avuto inizio proprio nel 1536 e l’architetto che doveva curarne la realizzazione era lo stesso Giulio Romano, mentre Tiziano si era impegnato ad eseguire “li retratti delli Imperatori”, che collocherà nel “camerino” nel 1540 – anno in cui la sua presenza è effettivamente documentata a Mantova.
L’ultimo appuntamento con l’Artbox sarà dal 25 marzo al 25 aprile 2010, con il Ritratto di Carlo Carvaglio – 1932-1933, di Mario Sironi.
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