Venerdì l’omaggio “in contumacia” a Roman Polanski ed al suo “Ghost Writer” che pare essere stato completato in carcere (com’è noto il regista è agli arresti domiciliari in Svizzera per accuse realtive ad uno stupro del 1997), e ieri la presentazione fuori concorso dell’ultima creatura di Martin Scorsese, Shutter Island. Il Festival di Berlino s’è giocato in due giorni due tra i momenti più attesi. Dopo la presentazione in Italia, avvenuta nei giorni scorsi, Shutter Island pare aver diviso la platea di Berlino, che ha accolto tiepidamente la storia tratta dall’omonimo libro di Dennis Lehane (pubblicato in Italia col titolo de “L’isola della paura”. Insomma, ci sono stati applausi ma non sono mancati i deissensi.
Nelle sale italiana a partire dal 5 marzo (distribuisce Medusa in 400 copie) Shutter Island è interpretato da Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley e Michelle Williams. Un thriller sul paranormale capace di scuotere paure recondite. Siamo negli anni ’50, un agente dell’FBI (l’ottimo Di Caprio) arriva sull’isola della paura, ovvero all’ospedale criminale di di Ashecliffe, sito inespugnabile al largo di Boston per indagare sulla scomparsa di una detenuta. Ma i conti non tornano, la scomparsa sarebbe la paziente numero 67, ma il registro riporta 66 detenuti. Molte le domande alle quali l’agente dovrà trovare risposte.
THE GHOST WRITER (Polanski)
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