Irene Pivetti vestirà i panni della Monaca di Monza e sarà “processata”

All’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella sala Sinopoli, lunedì 22 prossimo, ore 21, va in scena “Processo alla Monaca di Monza“. Presidente della Corte, [...]

All’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella sala Sinopoli, lunedì 22 prossimo, ore 21, va in scena “Processo alla Monaca di Monza“. Presidente della Corte, Italo Ormanni; imputata, Irene Pivetti; pubblico ministero, Simonetta Matone; avvocato difensore, Annamaria Bernardini de Pace. Dopo il “Processo alla Storia” riservato al Caso Galilei e realizzato nel maggio scorso, la Fondazione Musica per Roma affida a sei personaggi simbolo della storia e della letteratura altrettanti “processi” curati da Stefano Dambruoso e Massimo Martinelli. Un lunedì al mese, sul palco, salgono professionisti del diritto che vestono la toga per ottenere la condanna o l’assoluzione dell’imputato. Duelli dialettici che vedono difesa e accusa dibattere un sentimento, una virtù, un vizio che caratterizzarono la vita dei protagonisti di ogni appuntamento. Occasione ghiotta per far rivivere avvenimenti storici e dare al pubblico una chiave di lettura diversa. Proprio il pubblico, ascoltate le argomentazioni all’impronta delle parti, è protagonista attivo dell’evento fissando il verdetto di assoluzione o di condanna. Sul banco degli imputati sono chiamati De Tocqueville, Ulisse, Don Abbondio e Pio XII. Tra i protagonisti del Foro ci sono Piero Grasso, Annamaria Bernardini de Pace, Paola Severino, Antonio Laudati, Luca Palamara, Gaetano Pecorella, Augusta Iannini, Francesco Pizzetti. Il caso di lunedì 22 riguarda Marianna De Leyva, a vera Monaca di Monza. A lei si ispirò il Manzoni, per il suo romanzo. Il personaggio è stato presentato in diverse facce: eroina sfortunata, vittima di una società avversa, sciagurata e crudele amante del conte Paolo Osio, arrogante sostenitrice della sua innocenza e peccatrice disposta ad accettare umilmente la punizione. Con la tecnica del processo penale, verrà alla luce una personalità complessa, in chiaroscuro, suscettibile di grandi lodi ma anche di critiche severe. E di condanne, come effettivamente avvenne nel 1608, quando un tribunale stabilì che fosse murata viva in una cella larga tre braccia e lunga solo cinque, con la porta e la finestra cementate e due piccoli buchi per i pasti. Irene Pivetti sarà la monaca e ad accusarla sarà un magistrato di carriera, molto noto alle cronache e anche al mondo dei media: Simonetta Matone, capo di gabinetto del ministro delle Pari Opportunità, oltre che ispiratrice della legge sullo stalking. La difesa sarà affidata ad Annamaria Bernardini de Pace, celebre avvocato matrimonialista. Infine, a presiedere la Corte sarà il parlamentare Gaetano Pecorella, avvocato e giurista. La “parola” andrà quindi al pubblico che decreterà la sentenza e poi il presidente della Corte emetterà un secondo verdetto, più tecnico e basato sui principi della legge, anche per fornire alla platea un parametro di comparazione con il convincimento che si è formato in sala. Anche questa serata rappresenterà un’occasione per fare beneficenza, con una raccolta di fondi per la Onlus Learn To Be Free presieduta dalla Pivetti, che si occupa della creazione di opportunità di lavoro particolare per persone in difficoltà economica, sociale, culturale, o di salute.

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