Conoscere la lingua degli etruschi con il “Thesaurus linguae etruscae”

L’etrusco da leggere e da parlare non sarà solo per pochi. Esce infatti una nuova edizione del “Thesaurus linguae etruscae“, curato da Enrico Benelli del [...]

L’etrusco da leggere e da parlare non sarà solo per pochi. Esce infatti una nuova edizione del “Thesaurus linguae etruscae“, curato da Enrico Benelli del CNR. Un dizionario con tredicimila voci che sarà presentato a Roma presso l’Accademia dei Lincei.

Vasi etruschi

Come si dice in etrusco figlio? Clan. Figlia? Sekh. Piatto? Spanti. Per un secco no, dovremmo invece rispondere ein.

La lingua di questa affascinante civiltà. come riportato nel comunicato Cnr, emerge dal mistero in cui è stata avvolta per secoli. Le più recenti ricerche archeologiche, filologiche ed epigrafiche hanno consentito la comprensione della sua struttura e dei suoi vocaboli. Agli ottomila lemmi pubblicati nella prima edizione del ‘Thesaurus linguae etruscae’ del 1978 da Massimo Pallottino, padre degli etruscologi italiani, se ne sono ora aggiunti cinquemila nella seconda edizione, curata da Enrico Benelli, ricercatore dell’Istituto di studi sulle civiltà del Mediterraneo antico (Iscima) del Consiglio nazionale delle ricerche. Il poderoso lavoro sarà presentato domani, a Roma, alle ore 17 all’Accademia dei Lincei (Palazzo Corsini), in via della Lungara 10. Le parole raccolte nel Thesaurus sono perlopiù nomi di persona e termini tratti dal lessico funerario e sacro. Con i rinnovati studi è stato possibile sciogliere alcuni nodi cruciali nella comprensione dell’etrusco: la struttura dell’idioma, individuando i principali

Interno tomba etrusca a Tarquinia

elementi grammaticali e la pronuncia.

Di origine etrusca è, tra le altre, la parola satellite, derivante dal termine Zatlath, che significa ‘colui che brandisce l’ascia’ ovvero ‘l’uomo di scorta’, passata al latino satelles e attestata per la prima volta nelle lingue moderne da Galileo Galilei.

Il corpus presenta una sistemazione ragionata delle testimonianze linguistiche, ordinata per lemmi, per attestazioni di ogni parola e la citazione dell’intero segmento di testo nel quale il vocabolo compare; luogo di provenienza e cronologia. La raccolta fornisce l’evoluzione nel tempo e l’uso regionale di ogni termine.

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