Le Olimpiadi di Vancouver bussano alle porte e Torino ha aperto il primo Museo olimpico italiano. “Un ricordo permanente ed un cammino – si legge nel comunicato diffuso dalla Regione – nel segno delle emozioni che Torino Olympic Park, con gli enti pubblici, hanno allestito per il suo esordio nel Museo regionale di Scienze naturali“. Luogo scelto per l’efficiente gestione e la consolidata rete di visitatori, in cui rientra anche il circuito scolastico. Qui la memoria olimpica avrà casa per due anni, prima di intraprendere un viaggio che la porterà sul territorio piemontese e nelle altre città olimpiche italiane e del mondo”. Il percorso di visita guida il visitatore a uno slalom, come su una pista da sci, che accende sezioni tematiche che si sviluppano all’interno di gigantesche pagine tridimensionali costituite da “totem” mobili montati su ruote: la torcia (storia delle olimpiadi invernali, viaggio della torcia, tedofori, bandiera), la città e la montagna (dalla candidatura agli impianti, la Medals Plaza, lo Sponsor Village e il “look of the city”). i riflettori (media, televisioni, giornali e giornalisti), le emozioni (le cerimonie, gli atleti, i volontari, i cittadini e i turisti), l’agonismo (le discipline e i 15 giorni di gare, con immagini, video, cimeli e attrezzature), l’entusiasmo (le Paralimpiadi con discipline, atleti, cerimonie, gare e medaglie), il futuro (l’eredità olimpica e i grandi eventi sportivi post 2006, dalle Universiadi ai mondiali di pattinaggio di figura). Ogni pagina-totem contiene video, foto, testi e cimeli, come lo slittino e la tuta di Zoeggler, la tuta per il pattinaggio di velocità di Fabris, i pattini da short track di Hernoff, tuta, copricasco e pattini di Marta Capurso, pattini e costume di gara indossati da Carolina Kostner. Insomma un percorso che farà rivivere la magica Torino di quattro anni fa e i luoghi in cui si svolsero le gare che mai come allora tennero incollati ai teleschermi milioni e milioni di spettatori.
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