Morgan, la parola ha superato l’oratore. Il coro dei perbenisti si è levato
Morgan è stato escluso dal Festival di Sanremo. Cacciato via. Morgan, nome d’arte di Marco Castoldi, ex cantante dei Bluvertigo, ex compagno di Asia Argento (dalla quale ha avuto una figlia) e soprattutto amatissimo dai teen ager, giudice di X Factor (vincitore con i suoi cantanti di tutte tre le edizioni), sempre al limite tra genio e sregolatezza, si è “bruciato”con un’intervista rilasciata al settimanale Max in edicola da oggi 4 febbraio. Il passaggio che ha scatenato una 24 ore di battute d’agenzia, smentite, accuse, conferme, dispiaceri, confessioni è questo: “La droga? Apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. La uso come antidepressivo.[…] Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. […]” Per il direttore di Raiuno, Mauro Mazza quella di escluderlo dal Festival “è stata una decisione impossibile da non prendere”, per il direttore generale della Rai, Mauro Masi “Morgan ha dato un messaggio non compatibile con una vetrina come quella di Sanremo che rappresenta più di altre la Rai stessa”. D’accordo con loro è anche Gianmarco Mazzi, il direttore artistico di questa imminente sessantesima edizione che si è detto dispiaciuto e sconcertato per “l’uomo Morgan. Spero possa curarsi”. Un personaggio pubblico non può nascondersi dietro l’aura di eroe maledetto: lo showbiz ha delle regole, inclusa una certa spocchiosa ipocrisia. Non si può essere anticonformisti in una realtà, quella televisiva, totalmente conformista. Non si può, nemmeno per sbaglio, inneggiare all’uso delle droghe. Perché il personaggio pubblico, in quanto tale, può essere, anzi, diventa modello. Per un adolescente, per cento, per mille. Non contano i numeri. Morgan ha sbagliato. Ed è giusto che non salga sul palco dell’Ariston con la sua canzone. Ieri a “Radio Gioventù” in diretta con il ministro Meloni che lo aveva etichettato come “cattivo maestro per i giovani” Morgan ha confessato di volersi curare e di aver intrapreso la via della disintossicazione. “Se porterai a termine il percorso, allora dovranno farti fare cento Sanremo” ha chiuso il ministro. La televisione, come forse inevitabile, ma ogni tanto potrebbe anche evitarlo, trasforma tutto in dualismo. Tv Specchio dell’Italia. Perciò ieri il Paese intero si è schierato pro e contro Morgan: la discussione si è estesa alla droga, accorati gli appelli ai giovani a non farne uso. E mentre i sapienti della tv sceglievano questo canale di comunicazione, i giovani attraverso i loro media, soprattutto Facebook, stavano già da un’altra parte. (Erika Brenna)
Morgan il capro dello schifo. Il “perbenismo” è una parola sgualcita tratta di un libro che non è più di moda e per questo non ha ragion d’essere. Messaggi negativi? Ma per favore! Basta ipocrisia. E sufficiente accendere la televisione, a qualsiasi ora, per assistere a risse invereconde. Parolacce e minacce, urla e pianti, bestemmie. Insomma una cloaca che non maleodora perchè ancora la tecnologia non è riuscita a farci percepire aromi e puzze. Lo sbaglio di Morgan è palese, non ci piove, ma le reazioni che ha suscitato sono bigotte e degne della peggior specie di un manierismo falso e ipocrita. Chissà perchè, quando un’intervista viene rilasciata da “uno che conta” può essere smentita mille volte facendo ricadere la colpa, ovvio, sui giornalisti. E tutti credono. Quando invece è un gregario (senza offesa per l’artista) ad andar fuori dal seminato allora si erge l’intero popolo delle verginelle e dei bacchettoni e infieriscono con provvedimenti molto ma molto discutibili. Per inciso il cantante il questione non è nelle mie “corde” ma suvvia, ha rilasciato un’intervista a Max e non sul New York Times. Ci sono telefilm e film che vediamo in tv tutti i giorni dove il mix droga, alcol, violenza è diventato consuetudine e nessuno ci fa caso. (Gianni Mongrandi)
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