“Green life: Costruire città sostenibili”, ovvero la prima mostra in Europa che raccoglie il meglio dell’architettura “verde”; da domani fino al 28 marzo alla Triennale di Milano. Promossa da Legambiente con Triennale e Istituto di Ricerche Ambiente Italia, l’esposizione è dedicata agli architetti, ai loro progetti, e soprattutto a quelle città che hanno saputo immaginare un futuro dalle dimensioni sostenibili e che, non senza coraggio, hanno messo in atto azioni concrete per renderlo attuabile.
Si tratta dunque di una visione in positivo delle pressanti questioni ambientali ed energetiche; una vetrina di buoni esempi che dimostrano come i termini “urbano” e “sostenibile” non siano necessarimente in contrapposizione e che è proprio nelle città, luoghi dell’artificiale per eccellenza, possono nascere le risposte concrete. In maniera particolare – soprattutto quando il discorso concerne la vecchia Europa ed ancor di più l’Italia – occorre pensare parallelemente a soluzioni, estetiche e ambientali, che rispettino le radici della nostra storia. Dunque per passare dall’utopia alla realizzazione è necessario l’incontro di tutti i saperi (scienza, cultura, arte). In questo caso Legambiente e Triennale affrontano il tema mettendo al centro i grandi architetti.
Un passo indietro per capire cosa s’intenda per città sostenibili. Come recitava l’Unione internazionale degli architetti nel 1993 all’atto della dichiarazione dell’interdipendenza per un futuro sostenibile: “La pianificazione sostenibile è quella che sa integrare un utilizzo efficiente di risorse ambientali ed energia, una produzione di materiali ed edifici “sani”, un uso del suolo attento alle sensibilità ecologiche e sociali e un senso estetico in grado di dare ispirazione, forza e competenza a questo sforzo di integrazione.”
Già nel 1996 Thomas Herzog, Norman Foster, Renzo Piano e Richard Rogers decisero di promuovere la Carta Europea per l’Energia Solare nell’Architettura e nella Pianificazione Urbanistica, a cui aderirono altri progettisti.
Questi quattro architetti, che hanno avviato insieme a Auer + Weber l’esperienza di progettazione dell’eco- quartiere di Solar City a Linz, sono presenti a Green Life anche con proprie realizzazioni significative.
Una mostra fatta davvero da grandi nomi dell’arte del costruire.
Ad esempio di Norman Foster vengono presentate le Vivaldi Towers nel quartiere energeticamente avanzato ad Amsterdam ed il master plan di Eurogate, il quartiere ad edilizia passiva di Vienna. Di Richard Rogers il nuovo aeroporto di Barajas; di Renzo Piano la California Academy of Sciences a San Francisco, di Thomas Herzog il Soka Bau, l’edificio per uffici ad alta efficienza energetica a Wiesbaden.
E poi i recentissimi Linked Hybrid di Steven Holl a Pechino, Manitoba Hydro di KPMB_Architects a Winnipeg, il Genzyme Centre di Stefan Behnisch a Cambridge. Tutti edifci rigorosamente “green” a cui si aggiungono numerosi altri progetti sia italiani sia internazionali.
Il viaggio di Green life prosegue quindi attraverso immagini, progetti, filmati, documenti, nelle nove città che hanno fatto della sostenobilità la propria filosofia.
Si percorre l’eco quartiere Hammarby di Stoccolma, Green Capital 2010 e “fossil free” entro il 2050, si vistano i quartieri e gli edifici riconvertiti all’architettura green nella città di Amburgo; si conoscerà lo storico eco-quartiere di Amsterdam, il GWL terrain, ricordando che nella città olandese entro il 2015 tutte le nuove costruzioni saranno ad emissioni zero.
Città simbolo della protezione del clima, Copenhagen è proposta con il suo progetto di quartiere carbon neutral e libero dalle auto (Nordhavn) e con i suoi spazi pubblici: dal recupero dell’area del porto ai piccoli giardini verticali.
Si torna in Germania con l’esempio Friburgo, città verde e solare per eccellenza, coi suoi quartieri verdi e la famosa Solar Fabrik. Anche Zurigo si sta attrezzando per ridurre emissioni e consumi energetici, così come la mostra evidenzia, mentre dall’Austria ecco l’esperienza di Vienna e Salisburgo e dei loro “quartieri solari e senza auto” (Floridsdorf, Gneiss Moss, Bike City, Samer Mosi).
La mostra è curata da Maria Berrini, Aldo Colonetti, Fulvio Irace, Franco Origoni, Andrea Poggio.
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