“Cock Crow”, film 3D italiano da Venezia a Verona. Venerdì la proiezione

Un 3D made in Italy, di ricerca e sperimentazione, è quello offerto dalla “Zapruder filmmakersgroup” che verrà presentato, venerdì, a “Interzona“, associazione culturale di Verona [...]

Un 3D made in Italy, di ricerca e sperimentazione, è quello offerto dalla “Zapruder filmmakersgroup” che verrà presentato, venerdì, a “Interzona“, associazione culturale di Verona che ha sede al Magazzino 22, Ex Magazzini Generali, alle ore 21.30. Il film s’intitola “Cock Crow” ed è un lavoro scritto e diretto da David Zamagni e Nadia Ranocchi e presentato, in anteprima assoluta alla 66° Mostra del Cinema di Venezia, all’interno della rassegna “Una Certa Idea dell’Italia“. Rassegna che era stata curata da Simone Menegoi. La presentazione, affidata agli autori, così racconta la trama della “pellicola”: “Ogni epoca genera e alimenta il suo drago. Potenze sconosciute e misteriose sotto la cui azione ricadono i gesti più semplici e quotidiani di un’umanità sottratta di ogni naturalezza, uomini per cui la propria stessa esistenza corporea diventa il luogo di un combattimento implacabile. Profondità impossibili da scandagliare e per ciò ammesse a partecipare all’economia del sacro. Cock-Crow è materia del sogno di un ragazzino colpevole di ciò che vede. E’ la caduta verso un mondo anteriore, luogo di immagini-oggetto di non consolazione, alla ricerca del drago da combattere. Un rito di passaggio dalla fanciullezza all’età adulta“. Protagonisti sono Sara Masotti, Monaldo Moretti, Nicolò Comini, Eleonora Amadori, Francesco ‘Fuzz’ Brasini, Ciro Salemi, Elena Biserna, Massimo Conti, Lorenzo Ternelli, Istvan Zimmermann, Alessandro Sarri, Luca Scarlini, Mirco Guidi, Davide Savorani, con la partecipazione straordinaria della Polizia di Frontiera di Forlì. Il soggetto, la sceneggiatura e la regia sono di David Zamagni e Nadia Ranocchi. Hanno  collaborato la Regione Emilia-Romagna, Xing David Zamagni e Nadia Ranocchi, questi ultimi registi e filmmakers che vivono e operano a Roncofreddo (Forlì-Cesena). Il lavoro della “Zapruder” si pone tra arti visive, performative e cinematografiche. Dal 2005 il gruppo indaga sulle possibilità della stereoscopia con una serie di cortometraggi e installazioni che recuperano le tecniche del cinema 3D, progettando e costruendo sia i dispositivi di ripresa stereoscopica sia quelli di visione. Una parte considerevole del lavoro di “Zapruder” è svolta nell’ambito del teatro di ricerca italiano attraverso numerose collaborazioni (Motus, Fanny & Alexander e Romeo Castellucci/Societas Raffaello Sanzio). I lavori ottenuti dal gruppo di “cineasti” sono stati presentati e premiati in autorevoli festival, tra cui Oberhausen kurzfilmtage, Biennale de l’image en mouvement di Ginevra, Graz Biennal on Media and Architecture, Mostra del Cinema di Venezia, Transmediale, TTV Performing Arts on screen, Netmage, Rencontres Internationales Paris, Madrid, Berlin, Milanesiana, Santarcangelo Festival, Contemporanea Festival, Kunsten Festival des Arts, Uovo Festival, Festival D’Avignon.

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