Realtà contro reality. La crescita dei canali Discovery

Non bisogna essere degli acuti osservatori di cose televisive per rendersi conto che, talvolta, la televisione generalista tratta lo spettatore come un microcefalo; un essere dalle facoltà razionali ridotte ma fortemente empatico, capace alternativamente di rimanere appiccicato allo schermo per commuoversi alla profusione di lacrime versate nella casa del Grande Fratello o parteggiare per questo o quel protagonista della telerissa di turno.

E’ chiaro che lo spettatore – in realtà essere indefinito ed indefinibile – dalla tv cerca (anche) altro. Ad esempio l’approfondimento scientifico, trattato sì in maniera lieve ma rigorosa. La dimostrazione è il successo lungo svariati anni dei programmi di Piero e Alberto Angela, ma non solo. Proprio in questi giorni sono stati resi noti gli ascolti raggiunti nel mese di gennaio dai sei canali Discovery Networks Europe (Discovery Channel/+1, Discovery Real Time, Discovery Science, Discovery Travel&Living, Animal Planet), canali della piattaforma Sky che hanno chiuso il mese con ascolti in crescita del 43% rispetto al gennaio 2009. Per i più attenti, riportiamo che lo share raggiunto è dell’1,78% (tra gli abbonati Sky). Complessivamente i canali Discovery hanno chiuso l’anno con un + 10,5% nell’ascolto minuto medio.

I canali trainanti sono Discovery Channel e Discovery Real Time, in particolare il primo ha segnato un +20% per un audience è composta al 70% da uomini d’età compresa tra i 15 ed i 39 anni, che vedono in Discovery Channel una alternativa allo sport. Discovery Real Time, invece, segna un aumento giornaliero 29% ed i programmi di maggior successo sono quelli di produzione originale italiana.

Considerando l’ampia offerta che l’abbonato Sky ha a disposizione, il valore di questi risultati si moltiplica e ci racconta una cosa: il reale – quando ben raccontato – è sempre più interessante del reality.

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