Ciro Vitale espone a Milano. Opere in cui la memoria è elemento fondante

La “prima” di Ciro Vitale, da venerdì prossimo, alla “Galleria Arte Borgogna” di Gianni Shubert, in via Visconti di Modrone, 20, a Milano (MM San […]

La “prima” di Ciro Vitale, da venerdì prossimo, alla “Galleria Arte Borgogna” di Gianni Shubert, in via Visconti di Modrone, 20, a Milano (MM San Babila). L’artista presenta “Ti dico degli assenti“, una personale del giovane artista campano che si avvale del patrocinio dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como. E’ una riflessione, come si legge nella presentazione dell’evento, su come la società in cui viviamo sia “naturalmente” predisposta a dimenticare. Da qui la necessità  di riaffermare alcuni valori fondanti della nostra storia. La memoria è in filo conduttore delle opere di Vitale che prendono avvio dalle recenti vicende legate al “ventennio” relazionandosi con l’oggi. L”artista, in breve, mette in pratica quel collegamento che esiste tra il passato e il presente sia a livello temporale sia a livello empatico tra persone, luoghi, fatti. L’esposizione è curata da Francesca Guerisoli. I lavori di Ciro Vitale sono intrisi di umanità: il calore di una voce, lo sguardo di un personaggio ritratto, la forza di un dettaglio entrano in relazione e in contrasto con il minimalismo dei mezzi impiegati. L’allestimento prevede dieci disegni tratti da fotografie di famiglia degli anni Trenta e Quaranta. Ma ai personaggi è sottratta l’identità individuale così da favorire la rievocazione della memoria collettiva. Un video costruito sulla base di stralci di filmati d’archivio, rappresenta poi un intreccio di episodi della storia italiana contemporanea e racconta di un periodo in cui la reazione popolare è riuscita a riappropriarsi  della democrazia. Attraverso tecniche studiate minuziosamente l’artista riflette sulla scomparsa di quanti hanno vissuto in prima persona la Resistenza partigiana e con essa della memoria da loro custodita. I ritratti di ex partigiani, realizzati da Vitale nel 2009, sono posizionati accanto a fotografie di luoghi-simbolo, le montagne del lecchese, costituendo una sintesi emozionale, narrativa e visiva. Un elemento dominante dell’installazione è  il suono: su un tavolo luminoso sono posizionati quindici box luminosi con i ritratti fotografici sbiaditi dei “Martiri di Piazzale Loreto”;  l’elemento sonoro è costituito da una registrazione audio “raccolta” lo scorso anno nello stesso luogo e giorno in cui, nel ’44, furono giustiziati ed esposti al pubblico i corpi di quindici partigiani.

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