Festa antichissima, il carnevale, profana e sovversiva per natura eppure figlia di credenze totemiche ancora più antiche di quei saturnali romani ai quali si suole far derivare. Festa dell’ordine sovvertito, dello scioglimento – provvisorio - degli obbligi sociali, laddove bastava una maschera per confondere il ricco ed il povero, il signore dal contadino. Poi ecco che, radicandosi sugli antichi rituali, la tradizione cristiana ha fatto del carnevale l’occasione per l’ultima abbuffata in vista dei quaranta giorni della Quaresima. Per un giorno tutto è permesso, l’indomani il prete ricorderà al buon cattolico che “cenere era e cenere ritornerà”.
L’icona del carnevale è un re beffardo e insolentito, un re che vive qualche giorno e che poi muore, ed al quale celebrare un grottesco funerale per raccontare agli uomini che il bene (l’ordine) vince sempre sul male e che dopo la stagione del buio e del freddo, timidamente la primavera comincia a muoversi nel grembo di madre terra. Rinascita da propiziare, così come l’atavico calendario delle stagioni impone, con suoni e danze, con colori e cibo in abbondanza.
Ed oggi che il senso della festa è tutto ripiegato in se stesso, nell’Italia dei mille carnevali, alle feste sfarzose di Venezia, Viareggio, Cento, Acireale, Ivrea si affiancano manifestazioni forse più modeste ma che ancora conservano indelebili tracce d’antico. L’esempio più chiaro arriva dal cuore della Sardegna, dal
carnevale di Mamoiada, in Barbagia. E’ la festa degli inquietanti Mamuthones e della loro processione al ritrmo cadenzato dal suono dei campanacci e dalla rigidità di pietra di passi che fanno il paio con le maschere: nere, severe, terribili come immagini che arrivano da un silenzio lontano. A Mamoiada il Carnevale culminerà con le sfilate di domenica 14 febbraio e martedì 16 (http://www.mamoiada.net); sempre in Sardegna da non perdere la Sartiglia di Oristano del martedì grasso (http://www.gremiofalegnami.it/).
Tracce d’antico anche nei tanti carnevali dell’Irpinia (http://www.unpliavellino.it/vecchiosito/index.htm), in Campania, che si esprimono attraverso riti teatrali (la canzone di Zeza, il canto dei mesi) e soprattutto, al ritmo forsennato delle “tammorre” e della tarantella di Montemarano. Sensuale, genuina, travolgente. In una sola parola: imperdibile. Dal 6 al 21 è festa a
Montemarano (www.comune.montemarano.av.it).
In Italia a contendersi la palma di carnevale più celebre sono Venezia (del quale abbiamo già parlato) e Viareggio, dove la festa è partita con l’ultima domenica di gennaio. Carnevale che quest’anno s’immalinconisce nel ricordo della tragedia della stazione, troppo recente per finire completamente risucchiata nell’allegria carnascialesca. I caratteristici carri allegorici realizzati dai maestri della cartepesta sfileranno sui Viali a Mare il il 7, il 14, il 16 e il 21 febbraio. Tutto il programma su http://www.viareggio.ilcarnevale.com.
Un salto allo storico carnevale di Ivrea, dove la festa si dipana ormai dal 6 gennaio seguendo rituali consolidati nei secoli. Il 7 febbraio un nuovo appuntamento tra parate e banchetti, quindi dall’11 al 17 i
festeggiamenti entrano nel vivo, con la famosa quanto spettacolare Battaglia delle Arance, momento di grande coinvolgimento che rievoca la ribellione popolare alla tirannia. Il programma su http://www.carnevalediivrea.it.
Compie 20 anni il carnevale di Cento (Ferrara: il 7-14-21-28 febbraio) che quest’anno promette momenti “faraonici”giocando sul filo condutttore dell’antico Egitto. Annullata per neve la prima parata, quella di domenica 31 gennaio, il programma promette assieme alle classiche sfilate un ricco cartellone di eventi collaterali (http://www.carnevalecento.com).
IL carnevale più a Sud: quello di Acireale (6-7 febbraio e poi dall’11 al 16), da sempre considerato il più bello di Sicilia, è una delle manifestazioni più coinvolgenti ed antiche dell’Isola. Le sfilate dei carri
di cartapesta, dei carri fioriti e delle mascherate si accompagnano con serate di musica, spettacolo e diffusa allegria (http://www.carnevaleacireale.com).
Ancora a sud per ricordare il carnevale di Putignano (Bari) con un denso programma che affianca a momenti di antica tradizione le tipiche sfilate dei carri. Il via è stato domenica 31 gennaio, la conclusione il 21 febbraio. Info: http://www.carnevalediputignano.it/.
Nell’Italia di un carnevale in ogni borgo questa guida ha indica solo le manifestazioni più rilevanti; centinaia di altre feste a volte non meno intriganti, provano a portare una ventata di allegria in questa coda d’inverno ancora gelata.
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