Goya è il mondo moderno. La mostra di Milano svelerà perchè

Goya e il mondo moderno”, al Palazzo Reale di Milano dal 17 marzo al 27 giugno, una delle gradi mostre di questo 2010 meneghino, un viaggio in 200 anni di storia della pittura ed in 180 opere che racconta perché, come ed in quale misura  Francisco Goya abbia influenzato i suoi posteri tanto da poter essere considerato il primo dei pittori moderni.

Non solo Goya dunque nel percorso di Palazzo Reale, ma un confronto costante che prova a rintracciare l’eredità dell’artista aragonese nelle opere di Delacroix e di Klee,

di David, Kokoschka, Mirò, Klinger e Picasso. Poi Nolde, Bacon, Kirchner per arrivare a Pollock, a Guttuso a de Kooning e ad altri esponenti della modernità (in tutto 45) che hanno dipinto il loro tempo rendendo tributo, consapevolmente o meno, a colui che forte di una potenza espressiva oltre ogni regola ne aveva anticipato i contenuti più profondi, diventando, anche, un punto di riferimento per per i movimenti stilistici che  definiranno l’arte di XIX e  XX secolo: impressionismo, simbolismo, espressionismo, surrealismo.

La presenza dell’irrazionalità, l’importanza del corpo, il terrore, la costanza della paura, sono solo alcuni degli aspetti della nuova società su cui le opere di Goya proiettano una luce intensa

e riconoscibile.

“ Vissuto nell’ età del Romanticismo e del Neoclassicismo, Goya non è né l’ uno né l’ altro. Non partecipa in alcun modo all’ evoluzione del filone dominante tra la fine del diciottesimo e l’ inizio del diciannovesimo secolo del Neoclassicismo di impronta italo‐francese. Non è un rivoluzionario né un conservatore almeno dal punto di vista del linguaggio figurativo. Ma è un f

l'Autoritratto di Delacroix degli Uffizi

l'Autoritratto di Delacroix degli Uffizi

uribondo interprete di una sorta di disperazione generale che promana dalla coscienza dell’ individuo e sembra voler prescindere dall’ immediatezza della storia per elevarsi su un piano di universale tormento e sconvolgente delusione”, scrive lo storic

o dell’arte Claudio Strinati spiegando efficacemente la dimensione senza tempo, poiché soggettiva, dell’opera di Goya.

L’esposizione milanese curata da Valeriano Bozal e Concepción Lomba, due fra i massimi studiosi spagnoli di Goya si articola in cinque sezioni nelle quali l’opera del maestro oltre a confrontarsi con quella di artisti successivi, sviluppa le tematiche del cambiamento sociale (l’ancienne regime è alla fine, avanza l’età industriale) e delle ricadute che comporta: come

la

violenza (la guerra) ed il terrore che suscita.  Sono questi i tratti più negativi del nuovo mondo, che nei dipinti di Goya prendono vita sulle tele con colori e rappresentazioni cupe e intense.

I ritratti, la vita di tutti i giorni, il comico e il grottesco,

l'Autoritratto di Goya del Prado

la violenza, il grido (prima di Munch Goya ha modellato un’ampia gamma di grida d’angoscia riprese, molti anni più tardi, da grandi maestri dell’arte contemporanea capaci come lui di illustrare la violenza insita nell’essere umano), queste le cinque sezioni del percorso di confronto che propone opere in arrivo dalle più prestigiose raccolte pubbliche internazionali. E non mancano i capolavori. Dall’Autoritratto di Goya dal Prado e quello di Delacroix dagli Uffizi, e poi lo splendido ritratto di Asensio Julià dal Museo Thyssen Bornemisza, le raffigurazione del Re Carlo IV e quello della Regina Maria Luisa di Parma dall’Archivio Generale delle Indie di Siviglia, realizzati da Goya grazie al suo incarico di ritrattista di corte in dialogo con la splendida Donna con mantellina di Pablo Picasso dal Museu Picasso di Barcellona.

Accanto ai ritratti, suggestive rappresentazioni di vita quotidiana come i Goya L’arrotino dal Museo di Belle Arti di Budapest o La lattaia di Bordeaux dal Prado, ma anche le famosissime incisioni dell’artista spagnolo provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Madrid che anticipano le atmosfere grottesche di Circus

La fucilazione in campagna: Guttuso

trio di Georges Rouault dalla Phillips Collection di Washington, Lampo nero di Paul Klee dalla collezione Surroca di Barcellona e Donna e uccelli nella notte di Joan Miró dalla Fondació Joan Miró. Sarà possibile apprezzare i celeberrimi toni cupi di Goya nelle opere la Decollazione e il Rogo, accanto ai violenti Madre con bimbo morto di Picasso dal Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e Fucilazione in Campagna di Renato Guttuso dalla Galleria Nazionale dʹArte Moderna di Roma. La mostra chiuderà con opere di forte impatto emotivo: tra le altre, Cristo nell’Orto degli Ulivi, di Goya, il gigantesco La grande moltitudine 1963, di Antonio Saura, dipinto di oltre cinque metri che arriva dal Centro de Arte Reina Sofía, Pittura A di Jackson Pollock dalla Galleria Nazionale dʹArte Moderna, Tre studi per un ritratto di Peter Bear di Francis Bacon della Collezione Abelló e Uomo rosso con i baffi di Willem de Kooning, dal Museo Thyssen Bor

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