“Se pensavate che Avatar fosse solo un film ad alta tecnologia dove un gruppo di duri va a salvare i seducenti indigeni di una luna lontana, controllate il funzionamento dei vostri occhiali 3-D”. Scriveva approssimativamente così qualche settima fa, il critico cinematografico del New York Times analizzando non senza ironia le molteplici reazioni del “film del secolo” sulla società. Film sezionato in ogni sua connotazione, dove chiunque ha potuto trovare la metafora preferita ed un motivo valido di contestazione: dalla presenza di una fumatrice accanita (certo cattivo esempio per le gioveni manti in formazione), all’accusa di strisciante maschilismo, a quella di essere un racconto politicizzato sul trattamento riservato alle popolazioni indigene (ma del notro pianeta); o addirittura un’allegoria della presenza americana in Iraq o un inno al paganesimo ultraecologista. Fino ad arrivare alla nausea con tanto di vertigini provocata dagli effetti tridimensionali, amati e vituperati con la stessa forza.
E se dunque tra le righe del film c’è tutto ed il contrario di tutto, per la cronaca sia detto che il regista James Cameron ha dichiarato in una conferenza stampa, lo scorso dicembre a Londra, che Avatar è solo “una parabola ambientale”. Insomma, cercarvi altre indicazioni è lecito, ma è un po’ come leggere le macchie di Rorschach.
Eppure tra le molteplici ricadute del film, una è acclarata ed ha proporzioni difficilmente commensurabili: Avatar ha portato ad un rapido diffondersi degli effetti 3d, e pur non essendo il primo film a tre dimensioni uscito nell’anno appena andato (ricordiamo A Christmas Carol, Piovono polpette e Planet 51), si può dire senza temere smentite che abbia dato il via a un’epoca. O quanto meno il suo arrivo sulla piazza globale è coinciso con l’esplodere di tale tecnologia. Tecnologia che presto vedremo anche in tv come i Mondiali di Calcio in 3d proposti da Sony dimostrano (leggi l’articolo).
Ma limitiamoci al cinema, perché basta e avanza.
Probabilmente è proprio lo straordinario successo di Avatar ad aver indotto la Warner Bros a progettare di rimasterizzare in stereoscopia 3d gli ultimi due episodi di Harry Potter. “Harry Potter e i Doni della Morte: parte I”, annunciato in uscita per il prossimo novembre, e la parte II, in arrivo nel luglio 2011. La notizia non è confermata, ma pare che a influire sulla decisione sia stata la visione dei test in 3d di Clash of the Titans (Scontro fra Titani), film a sua volta nato in due dimensioni e poi convertito. Tutto così come riportato da Heat Vision, il blog dell’Hollywood Reporter. Sempre da qualche giorno circola la notizia che sia Ghostbusters 3 che Gremlins 3 potrebbero essere realizzati con l’innovativa tecnica di ripresa.
E siccome in Italia ci piace non farci mancare niente, anche Tinto Brass ha detto la sua, annunciando che girerà il primo film erotico in 3d della storia del cinema. S’intitola “Chi ha ucciso Caligola?”, pare che il regista abbia già scelto il cast, ma non s’è ancora pronunciato sulla produzione. Con estrema finezza in molti l’abbiano già ribattezzato “Chiavatar”.
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