Fontana “torna” a Berlino. Sino al 24 aprile prossimo alla “Galleria Nove“, Anna-Louisa-Karsch-Str.9, sono infatti esposte le opere di Lucio Fontana. L’artista è riconosciuto come un esponente tra i maggiori e più originali del XX secolo grazie alla sua originale inventiva. Scultore e pittore ha contrassegnato in modo rilevante la scena artistica del secolo scorso.
Le numerose biografie sono la testimonianza della grande versatilità dell’artista la cui vena creativa molto spesso era richiesta anche da grandi architetti per creare progetti avvenieristici. Noti, specialmente negli anni Sessanta, i tagli, le tele ad olio e sculture per le quali utilizzava vari materiali.
Il rapporto di Lucio Fontana con la cultura artistica tedesca è stata molto intensa a partire dall’area renana, tra Düsseldorf e Leverkusen ma è presente anche in Documenta a Kassel (1959, 1968). Memorabile l’antologica organizzata da Wieland Schmied nel 1968, nel Kestner-Gesellschaft di Hannover e le retrospettive a Monaco, nella Staatsgalerie moderner Kunst, e a Darmstadt e Bielefeld, nel 1983-1984, nonchè a Francoforte, nella Schirn Kunsthalle, nel 1996. Ma rare sono state le sue presenze a Berlino: si ricordano la mostra con Hermann Goepfert e Jef Verheyen, in Situationen 60 Galerie, nel 1965 e The Age of Modernism in the 20th Century, organizzata da Christos M. Joachimides e Norman Rosenthal nel 1997. Questa è l’occasione per ricordare gli aspetti fondamentali della ricerca pittorica di Fontana, in modo particolare tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
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