Da Ascoli a Faenza a Roma, la maiolica italiana si mette in mostra

Una mostra in tre tappe dedicata alla bellezza della maiolica italiana. Partirà da Ascoli Piceno, si trasferirà durante l’anno a Faenza e Roma.  Dal 30 […]

Una mostra in tre tappe dedicata alla bellezza della maiolica italiana. Partirà da Ascoli Piceno, si trasferirà durante l’anno a Faenza e Roma.  Dal 30 gennaio all’11 aprile, negli spazi espositivi del Museo dell’Arte Ceramica della città marchigiana l’esposizione proporrà un viaggio nei cosiddetti “bianchi”, ovvero nella Maiolica Italiana di Stile Compendiario attraverso 130 manufatti d’epoca, realizzati nelle diverse aree di produzione italiana.

L’iniziativa, coordinata da un comitato scientifico formato da alcuni dei massimi esperti del settore è curata da Vincenzo De Pompeis, direttore del Museo della ceramica di Castelli - intende analizzare la produzione ceramica che ha avuto il maggior successo sia in Italia che in Europa. Con il termine “bianchi” si indica infatti quella innovativa produzione di maioliche “bianche e polite”  (da una definizione del Garzoni del 1588) che fiorì a Faenza negli anni quaranta del Cinquecento e si diffuse, in poco tempo, in gran parte del territorio nazionale e all’estero. Le innovative caratteristiche dei “bianchi” – rivoluzionari per forma, decori e tipo di smalto utilizzati – li resero molto apprezzati in tutta Europa.

I “bianchi” si caratterizzavano per brillantezza ma anche per il maggior movimento delle forme, che si arricchivano di ornamenti plastici ed assumevano un maggiore risalto rispetto al passato. Infatti, oltre a forme tradizionali derivate dal tornio, venivano prodotte forme opulente e dinamiche, spesso derivate da stampi ed ispirate a modelli in metallo e in vetro, influenzate dal Manierismo. Invece, i decori erano molto più sobri e stilizzati di quelli rinascimentali. Un’ulteriore caratteristica distintiva dei “bianchi” era data da una tavolozza limitata, con ornati generalmente eseguiti usando non più di tre colori, soprattutto il giallo, il blu e l’ocra. La scelta di dedicare la mostra alla sola produzione dei “bianchi” deriva dalla notevole eterogeneità ed ampiezza della produzione di maiolica italiana di stile compendiario, che sarebbe difficile documentare in modo esaustivo in un’unica mostra. Il percorso espositivo si articola quindi in una sezione introduttiva sul Compendiario e sulla rivoluzionaria produzione dei bianchi e in successive sezioni organizzate per aree geografiche di produzione, a partire da quella che è  dedicata al territorio dell’Emilia Romagna su cui insiste Faenza, che costituisce il primo e il più antico centro di produzione dei bianchi di stile compendiario. Le altre sezioni sono dedicate alle aree geografiche necessarie a delineare la storia dei bianchi in Italia: Trentino, Lombardia, Veneto, Liguria, Marche,Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Accanto a opere di celebri botteghe e maestri, saranno esposti lavori meno noti, ma utili a documentare la capillare diffusione di queste maioliche in tutta Italia.

L’esposizione si sposterà successivamente a Faenza, dov’è in programma al Museo Internazionale delle Ceramiche dal 23 aprile al 22 agosto 2010 e anche a Roma, dove verrà ospitata nei Musei Capitolini, dal 16 settembre al 28 novembre 2010.

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