Tornatore e Almodovar: la corsa all’Oscar finisce qui

Tornatore ed Almodovar esclusi dalla corsa all’Oscar. Lo ha reso noto ieri l’Academy annunciando l’elenco dei nove film stranieri che il 7 marzo si contenderanno [...]

Tornatore ed Almodovar esclusi dalla corsa all’Oscar. Lo ha reso noto ieri l’Academy annunciando l’elenco dei nove film stranieri che il 7 marzo si contenderanno l’ambita statuetta. Si tratta di due esclusioni eccellenti ma non del tutto inattese, soprattutto per quanto riguarda Baarìa, film verso il quale la critica – tranne alcune eccezioni – è sempre stata alquanto tiepida.

Almeno la decisione dell’Academy smentisce quei qualcuno (e furono diversi) che al momento della sua uscita alla Mostra di Venezia, sottolinearono che si trattava di un film “costruito” per andare incontro al gusto americano. Insomma, si insinuò che questo colossal all’italiana straboccante di star, e che coi suoi 20milioni di euro è il film più costoso della storia del cinema nazionale, in qualche modo corteggiasse quell’Academy che nel 1989  assegnò a Tornatore  il premio per “Nuovo cinema Paradiso“.

Qualche parola anche per Almodovar che con il dignitoso “Gli abbracci spezzati” non dà il meglio di sè e certo non tocca i livelli lirici di “Tutto su mia madre“, che nel 1999 gli valse l’Oscar al miglior film straniero. Premio replicato nel 2003 con un Oscar alla scenggiatura per “Parla con lei“.

Dopo la Palma d’oro di Cannes, l’oscar europeo e il Golden Globe, non v’è dubbio che il Nastro Bianco di Michael Haneke parta in pool position per aggiungere l’Oscar ai premi già collezionati. Ma buone possibilità ci sono anche per “Un Prophete” di Jaques Audiard, il piccolo film francese che in questi mesi ha conquistato molti plausi e un  premio speciale a Cannes.

Ecco, in ordine alfabetico, l’elenco dei “magnifici 9″, tra questi il 7 marzo ci sarà il vincitore dell’Oscar al film straniero. Per conoscere le altre nomination, occorrerà attendere il 2 febbraio con l’annuncio ufficiale dell’Academy.

Argentina, “El Secreto de Sus Ojos,” Juan Jose Campanella;

Australia, “Samson & Delilah,” Warwick Thornton;

Bulgaria, “The World Is Big and Salvation Lurks around the Corner” Stephan Komandarev;

Francia, “Un Prophète,” Jacques Audiard;

Germania, “The White Ribbon,” Michael Haneke;

Israele, “Ajami,” Scandar Copti and Yaron Shani;

Kazakhstan, “Kelin,” Ermek Tursunov;

Olanda, “Winter in Wartime,” Martin Koolhoven;

Perù, “The Milk of Sorrow,” Claudia Llosa

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