Impressionismo, un nuovo Rinascimento. I capolavori del museo D’Orsay a Madrid

Un museo ha bisogno di importanti lavori di ristrutturazione, tali da richiedere una sensibile riduzione degli spazi espositivi ed un relativo esborso di ben 114 [...]

Un museo ha bisogno di importanti lavori di ristrutturazione, tali da richiedere una sensibile riduzione degli spazi espositivi ed un relativo esborso di ben 114 milioni di euro. Cosa fa? Manda qualche centinaio delle sue “creature” migliori in tournée, “illumina” il pubblico internazionale con capolavori assoluti e  intasca un bel po’ di quattrini, decisamente utili in questi momenti di ristrettezze economiche.

La vicenda, è noto, riguarda il celebre Musée d’Orsay di Parigi, il tempio degli impressionisti, attualmente orfano di alcuni di quei capolavori assoluti che ne fanno uno dei musei più visitati in Europa. Circa 140 dipinti post-impressionisti della collezione del D’Orsay, sono attualmente esposti a Canberra, in Australia, da dove nei prossimi mesi si sposteranno per toccare Giappone e Stati Uniti. Altri quadri, per qualcuno i più interessanti, quelli che nell’immaginario collettivo rimandano subito alla Parigi della seconda metà dell‘800 e ai suoi pittori, da qualche giorno si trovano a Madrid, alla Fondazione Mapfre. Qui fino al 22 aprile è allestita la mostra “Impresionismo, un nuevo Renacimiento”, prima tappa del tour che portetà 90 capolavori dell’Impressionismo  a varcare l’oceano alla volta di San Francisco e Nashville.

Ad accogliere i visitatori del museo madrileno è il Pifferaio di reggimento, il celebre dipinto di Edouard Manet del 1866, opera simbolo, di quelle che sembrano inamovibili dalla loro sede storica. Seguendo il filo conduttore offerto dallo stesso Manet, artista che fu sempre al confine tra realismo e impressionismo, il percorso espositivo va a coprire il decennio più importante del movimento, quello compreso tra il 1870 ed il 1880, periodo in cui la frattura con gli accademici non s’è ancora completamente consumata. Si passano quindi in rassegna gli artisti che resero “mitico” quel momento della pittura: da Gustave Moreau a Sisley, passando per Renoir, Monet, Pissarro, Degas, Cezanne.

L’esposizione presenta un risvolto particolare; la pittura spagnola dell’epoca ignorò completamente o quasi l’Impressionismo, né – fatta eccezione per il  Museo Thyssen-Bornemisza – attualmente in Spagna esistono collezioni pubbliche con rilevanti opere del genere. Eppure in qualche modo un legame tra impressionisti e Spagna c’è, ed a cucirlo è ancora Eduard Manet che durante il suo soggiorno a Madrid, nel 1865 rimase profondamente influenzato dai maestri del Prado, primo fra tutti Velazquez. Sarà per questo che la Fondazione Mapfre non ha esitato a a sostenere la mostra più costosa della sua storia. Evento che, come riporta il quotidiano francese Le Monde, è costato 1 milione di euro per il solo premio d’assicurazione.

Nota finale è possibile vistare la mostra anche in maniera virtuale, come se si attraversassero le sale del Museo madrileno. Per vedere cliccare qui.

Degas - La classe de danse

Monet - Les barques

Monet - Les barques

Whistler -  Arrangement en gris et noir numeró 1

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