Un festival multidisciplinare che racconta il Messico attraverso l’arte e si tiene lontano dai luoghi comuni. È al via oggi a Bruxelles, al BOZAR Centre for Fine Arts. Qui cinque mostre celebreranno fino al 25 aprile il bicentenario dell’indipendenza del Paese centoamericano e il centenario della sua rivoluzione.
“Frida Kahlo y su mundo” è probabilmente la mostra più affa
scinante delle cinque. In arrivo dal Museo Dolores Olmedo, che è la raccolta privata più importante dell’opera di Frida Kahlo, 19 dipinti, un’acquaforte, sei disegni ed una serie di fotografie testimoniano del suo contrubuto brillante al movimento surrealista e simbolista. Tra i “pezzi forti”, l’ultimo autoritratto messicano di Frida dalla sconcertante intensità.
La vita di Frida Kahlo fu un duro cammino sin dall’inizio. Un tragico incidente soli 17 anni la costrinse per tutta la vita ad una serie di operazioni, in un momento in cui la medicina era a livelli ben lontani dagli attuali. Diversi aborti ed una vita turbolenta scandita da una difficile matrimonio con Diego Rivera, il grande pittore della Rivoluzione, hanno contribuito a dare alle sue opere una forza eccezionale. Quadri di straordinaria bellezza nei quali è possibile incontrare la vera Frida, con la sua lussuria e la sua lotta per la vita.
“Imágenes del mexicano” è il titolo della mostra più grande del festival. La storia del Messico e la sua ricerca di identità sono riassunti in 150 ritratti. Si parte dal periodo pre-colombiana, si attraversano il colonialismo, l’indipendenza, e i nostri giorni con gli occhi di artisti messicani e stranieri. Ritratti di messicani sconosciuti e famosi, le immagini delle minoranze etniche, e le opere satiriche che illustrano il patrimonio e le aspirazioni di una nazione sempre mutevole. In mostra dipinti di Hermenegildo Bustos, Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, e Frida Kahlo; film di Sergej Eisenstein, e fotografie di Tina Modotti.
“Mundos Mexicanos”, è l’esposizione fotografica curata dal Centro de la Imagen de Me’xico che presenta una selezione di fotografie originali del Messico contemporaneo, presentando la varietà e la complessità della vita nel Paese di oggi attraverso immagini raggruppate intorno ai temi di spazio, conoscenza, morte e sogni.
“Mexican modernismi” affronta il tema dell’architettura modernista in Messico partendo dal lavoro di Luis Barragán, il suo rappresentante più celebre. I piani dettagliati e gli ingrandimenti fotografici offrono un ampio panorama della produzione architettonica del post-guerra in Messico. Inoltre, una serie di film documentari e documenti aiutano a completare questa evocazione delle linee raffinate e del funzionalismo del modernismo messicano. 
E infine “El Horizonte del topo”, una mostra d’arte contemporanea sul tema dell’amnesia contro gli ideologismi. In esposizione opere di Miguel Monroy, Edgardo Aragón, Daniel Guzmán, Jorge Satorre, Ilan Lieberman, Teresa Margolles, Yoshua Okon, Sergio de la Torre, e Francis Alÿs.
Ad accompagnare le mostre, una serie d’incontri, conferenze e performance.
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