Tra possibile e immaginario. A Roma torna il Festival delle Scienze

“Una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”, scriveva Arthur C. Clark uno dei padri del romanzo di fantascienza. La cosa inquietante è che la [...]

“Una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”, scriveva Arthur C. Clark uno dei padri del romanzo di fantascienza. La cosa inquietante è che la sua frase può applicarsi puntualmente ad un gran numero di “diavolerie” contemporanee, tecnologie che solo fino ad una manciata d’anni fa sembravano destinate alla fantasia degli scrittori e che oggi ridisegnano la nostra stessa vita.  Indagherà su questo e sull’intreccio mai risolto tra tecnologia, scienza ed umanesimo la quinta edizione del Festival delle Sceinze, in programma da domani a domenica 17 all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, il Festival propone un percorso a cavallo tra possibile e immaginario, tra ricerca scientifica e tecnologia, tra scoperta e invenzione, tra creatività e innovazione, condotto attraverso un mix di lectio magistralis, incontri, dibattiti, caffè scientifici, eventi per le scuole, mostre e spettacoli. Il tutto sotto la guida di alcuni grandi nomi della ricerca italiana e internazionale.

La parola d’ordine, malgrado la complessità di certi argomenti resta “divulgare” e magari aggiungere note di divertimento insospettabili quanto rigorose dal punto di vista scientifico. Divertente s’annuncia la performance  “Autopsia di un giradischi” con la quale  lo storico della scienza del Politecnico di Torino Vittorio Marchis, domani inagurerà il festival. Lezione spettacolo – con vera autopsia di un giradischi – sul progresso tecnologico e sul fatto che molte “invenzioni” siano finite per diventare vere e proprie protesi del corpo umano.

Durante i cinque giorni del festival incontri, lezioni e dibattiti affronteranno i temi della ricerca scientifica in senso stretto. Domani pomeriggio  saranno la virologa Ilaria Capua e il biochimico Cameron Neylon, ad aprire la serie con la conferenza “Scienza aperta: chi decide e come?”. Domenica 17 la conclusione con  “Dal microcosmo al macrocosmo”, un faccia a faccia tra il ricercatore della Nasa David Wolpert e la scienziata astronomica Carolyn Porco, attualmente impegnata nella gestione della missione Cassini su Saturno.

Il corpus di eventi più ricco è però dedicato al mondo di Internet, delle tecnologie digitali e delle reti di comunicazione che stanno cambiando radicalmente la nostra quotidianità. La lotta contro il digital divide, il divario che separa le aree del pianeta più tecnologicamente avanzate da quelle a basso livello di alfabetizzazione digitale, è al centro del dialogo tra il saggista ed esperto di psicobiologia Alberto Oliverio e l’esperto di ingegneria dell’informazione del Politecnico di Torino Juan Carlos de Martin. Il futuro di Internet viene indagato in una conferenza introdotta dal direttore di “Wired ItaliaRiccardo Luna con l’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè, l’esperto di tecnologie didattiche e teoria e tecnica dei nuovi media dell’Università degli Studi Milano Bicocca Paolo Ferri, il country manager di Google Italia Stefano Maruzzi, il blogger e giornalista Luca Sofri e Nicholas Negroponte, l’informatico statunitense celebre per i suoi studi innovativi nel campo delle interfacce tra l’uomo e il computer.

Mondi virtuali, robotica e loro implicazioni fislosofiche; e poi la cosiddetta cyberetica, l’etica del cyberspazio,che sarà trattata da Terry Bynum e James H. Moor, due studiosi americani che da più di vent’anni lavorano sulla definizione del concetto di etica applicata al mondo dei computer. Ma, restando a cavallo tra presente e futuro, s’indagheranno anche le basi per una corretta – dal punto di vista etico – gestione di un’ipotetica intelligenza artificiale che l’uomo potesse trovarsi a fronteggiare in un futuro più o meno remoto. Ne parleranno lo storico della scienza George Dyson e John Brockman, fondatore della Edge Foundation nella conferenza sulla “Cattedrale di Turing e l’universo digitale.

Un festival che va oltre le parole arricchendo il programma con exhibit, proiezioni e spettacoli. Sarà coda permanente al percorso interattivo del Telecom Italia Future Lab, nel quale i visitatori potranno scoprire i mille volti del “potenziale digitale”, ossia delle tante piccole rivoluzioni che le tecnologie possono portare all’interno della nostra vita. Applicazioni che sembrano arrivare dal futuro come la video chat in 3D, l’infomobilità interattiva,  la digital art user generated. Ma si potrà anche provare l’ebrezza di guidare un Frecciarossa a 300 chilometri roari grazie ad uno speciale simulatore esposto dalle FFSS. Oppure ascoltare un’orchestra formata intermente da computer (progetto Laptop Orchestra)

Il rapporto tra musica e tecnologia sarà affrontato anche nella conferenza-spettacolo “Progetto NetSounds. Un Secolo di Musica Elettronica” con il giornalista Enrico Cosimi e l’esperto di software Andrea Pozzi. Computer indispensabili anche al processo creativo dei Motel Connection, la band torinese formata dal cantante dei Subsonica Samuel Romano, dal bassista Pierfunk e dal dj Pisti, in concerto al Festival delle Scienze la sera di mercoledì 13 gennaio in sala Sinopoli.  La performance è l’occasione per presentare H.E.R.O.I.N.Human Environmental Return of Output/Input Network, un inedito progetto crossmediale “a ridotto impatto ambientale” che prevede la pubblicazione di un primo singolo, un fumetto, e un videogioco con il quale i visitatori del Festival potranno cimentarsi nei giorni della manifestazione grazie a una postazione dedicata allestita all’Auditorium. È invece addirittura un radiotelescopio a venir piegato a scopi musicali nel concerto per Astrofisico e Radioscopio “Il nero delle stelle”, con protagonista Margherita Hack venerdì 15 e sabato 16.

Concludiamo con una “chicca”,  National Geographic Channel presenterà al Festival una nuova attesissima anteprima, Living on Mars (aka Terraforming Mars – Marte, terra promessa), dedicata all’ambizioso progetto dello scienziato della Nasa Chris McKay di trasformare il pianeta rosso in una seconda Terra che l’uomo potrà in futuro colonizzare.

Per il programma dettagliato www.auditorium.com

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag