Abu Dhabi: l’isola della felicità e i lussi della cultura
Saadiyat island, traducendo “Isola della Felicità”, paradiso da 27 miliardi di dollari e centri commerciali, impianti sportivi, residenze di lusso, alberghi che entro il 2018 sarà completato lungo le coste di Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. E’ vero, Dio si sbrigò prima per realizzare il suo Eden, ma aveva mezzi più potenti dei petrodollari a disposizione e soprattutto, non s’era occupato – almeno non direttamente – della realizzazione di ben quattro musei, cuore pulsante di un distretto culturale che regalerà a turisti e visitatori proprio l’impressione di trovarsi in Europa.
Il Guggenheim Abu Dhabi, il Louvre, una galleria nazionale
intitolata a Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan (fondatore degli Emirati) ed un museo del Mare; quindi una sede della New York University ed un centro di arti performative. E verrà il giorno in cui l’Isola della Felicità produrrà cultura, al momento si limiterà a “prenderla” e metterla in vetrina comprando immagine e competenze da altri come dagli esperti del museo francese, da quelli del British museum e dal Guggenheim.
A Parigi la filiale del Louvre ad Abu Dhabi trova ancora molti oppositori, ma i lavori per il museo progettato da Jean Nouvel sono ai nastri di partenza con la benedizione del presidente Sarkozy che nei mesi scorsi s’è concesso un tour negli Emirati con tanto di “visita” al progetto. Nella capitale francese, gli esperti dell’agenzia France-Musees, guidati dal direttore generale del Louvre, Henry Loyrette, presidente del comitato scientifico, sono sempre in missione per completare l’installazione dei 24mila metri quadrati del nuovo Louvre mediorientale che dovrebbe accogliere almeno un milione e mezzo di vistatori l’anno. Gli Emirati (riprendiamo da Le Monde) pagheranno per il progetto 974 milioni di euro per trenta anni.
“La Francia ha venduto fuori la sua collezione, il suo cervello, perché non può più permettersi di finanziare musei” è una delle accuse reiterate. Replicano gli interessati di non lavorare al servizio di un paese, ma un’idea.
Con un jackpot di 40 milioni l’anno (oltre i 974) France-Musees ha dato via da tempo alla campagna acquisti. “Quaranta opere sono state acquistate in poco meno di un anno. La prima, a 21,5 milioni di euro, è un dipinto di Piet Mondrian del 1922 in arrivo dalla collezione di Yves Saint Laurent. Successivamente sono arrivate opere di Cézanne, Bellini, Manet, Murillo, Ingres, un Cristo scolpito in legno di tiglio nel 1515 . Buone spese? E’ presto per giudicare, ad ogni modo il “cliente” è contento, considerando che l’agenzia governativa di Abu Dhabi dello sviluppo e degli investimenti comunque detiene un diritto di veto e finora non lo ha esercitato.
Ma in Francia c’è chi è addirittura furioso. Riprendiamo sempre dal quotidiano parigino “Daniel Alcouffe ha diretto fino al 2004 il Dipartimento di oggetti d’arte dal Louvre. Aveva cercato di comprare una fibula (fermaglio) in forma di aquila del quinto secolo, un capolavoro di arte merovingia. France-Musees l’ha acquistata per Abu Dhabi. -”E’ alto tradimento, questo oggetto sarebbe dovuto entrare al Louvre - ha detto indigato”.
Più o meno nello stesso periodo del Louvre (2013) dovrebbe aprire anche il Guggenheim. Disegnato da Frank O. Gerhy il progetto è il frutto di un accordo con la Guggenheim Foundation di New York e con i suoi 30mila metri quadrati sarà il più grande Guggenheim Museum del mondo.
Ricapitolando: il Louvre conserverà il ruolo di “museo universale”, il Guggenheim seguirà – come sua natura – i perrcorso moderni e contempornaei, mentre il terzo museo, lo Zayed National Museum, progettato da Foster e partners sarà concepito come un luogo di discussione per l’intera regione araba.
Presenterà la storia di Sheikh Zayed esplorando storia e cultura degli Emirati Arabi. Consulenti dell’allestimento saranno gli esperti del British Museum.
L’Isola della Felicità con i suoi musei offre certo molti spunti di riflessione. Ci si chiede, ad esempio, fino a che punto i dettami religiosi dell’Islam possano limitare le scelte dei vari curatori museali. Se sì, che senso avrebbe l’idea di un museo universale? Saadiyat Island Cultural District, si propone come la più grande concentrazione delle maggiori istituzioni culturali del mondo. Completerà un positivo percorso di globalizzazione o sarà l’ennesima caccia al record in arrivo dal Medio Oriente?
© Riproduzione riservata



















[...] ieri , sul rettilineo finale dell’avveniristico circuito di Formula Uno di Yas Marina, ad Abu Dhabi. “Qui, una star del golf internazionale, Sergio Garcia, è stato chimato all’insolita prova [...]
[...] è Nelson Mandela), saranno consegnati ai vincitori nel corso di una cerimonia che si terrà ad Abu Dhabi il prossimo 10 marzo. 150 rappresentanti dei media internazionali hanno segnalato all’Academy i [...]