Cento giorni (e qualcosa), poi i riflettori internazionali si accenderanno su Shanghai e sulla sua esposizione universale, vetrina planetaria in quella che è la vera capitale economica della Cina.
Con 17 milioni di abitanti, è la città più popolosa del Paese più popoloso della terra e quinta città al mondo per numero di grattacieli (265), un porto che nel 2010 mobilizzerà 35milioni di container (35 milioni di Teu, per la precisione) e così via, infilando a tutta velocità record su record. Come quello di possedere il primo treno a lievitazione magnetica mai costruito al mondo. Una saetta che in 7 minuti ti porta all’aeroporto, distante 30 chilometri. “Sotto il cielo, c’è un caos totale: la situazione è eccellente”, diceva Mao Tse Tung e l’aforisma sembra ritagliato apposta per fotografare il vertiginoso dinamismo di una metropoli completamente proiettata al domani. 
E nel domani prossimo di Shanghai c’è, appunto, l’expò universale, in calendario dal primo maggio al 31 ottobre. Le previsioni parlano di 70milioni di visitatori e di circa 200 tra paesi ed organizzazioni internazionali invitati, chiamati a confrontarsi in 184 giorni sul tema “Migliorare le città, migliorare la vita”. Bella sfida, se si considera che oggi il 55 per cento della popolazione mondiale vive in una città. Ma tanto per essere chiari e nonostante l’organizzazione abbia annunciato che a chiudere la rassegna sarà il gesto di cooperazione tra i popoli contenuto nel documento già battezzato come “Dichiarazione di Shanghai” (salutata come “pietra miliare” nella storia dell’Esposizione universale), occorre proprio fare uno sforzo di ottimismo per credere che con le buone intenzioni (ammesso che siano davvero tali) si possano lastricare quelle città a dimensione umana che tutti sognano.
Intanto si prova a fare di Shanghai una citta a misura di panda. Precettati come testimonial del World Expo di Shanghai 2010, proprio in questi giorni sono atterrati con un volo charter all’aeroporto internazionale, dieci panda in arrivo provincia di Sichuan. I quattro maschi e le sei femmine sono nati dopo il devastante terremoto che ha colpito la provincia natìa nel maggio 2008. Non mancano le preoccupazioni per il loro acclimatamento e per la qualità del bambù che mangeranno nello zoo di Shanghai, dove sosteranno per sei mesi in un’area ad hoc per essere trasferiti, successivamente, allo Shanghai Wildlife Park. Ma questo è solo un dettaglio di quella colossale giostra di milioni e milioni di dettagli rappresentata dall’evento planetario che ha mobilitato un esercito di architetti, scultori, artisti, ed ovviamente affari. Ne torneremo a parlare, intanto facciamo un salto in Italia per vedere cosa bolle nel “pentolone” di quello che sarà il Padiglione tricolore. 
E’ stato presentato nelle settimane scorse il concept che guiderà la spedizione italiana in estremo Oriente l’expo che lascerà il testimone a Milano 2015. Italia come simbolo del “buon vivere”. Nelle “stanze delle meraviglie” racchiuse nel titolo “La Città dell’Uomo – l’arte di vivere all’Italiana” ecco arrivare uno scenografo cinematografico, Giancarlo Basili per coordinare l’allestimento e la collaborazione della Triennale di Milano. Una fusione tra tecnologia avanzata e design, una sintesi tra abilità e sapienza artigianale, tra cultura del cibo e territorio, arte e scienza, storia e futuro. Questo il filo rosso che proverà a raccontare in 3mila metri quadrati l’Italia al mondo. E lo farà mettendo in vetrina tutte le eccellenze che si possano vantare. “Il nostro Padiglione – ha detto Beniamino Quintieri, commissario italiano dell’Expo – sarà un modello su scala ridotta degli aspetti più significativi e qualificanti del nostro modo di fare città, proposti in chiave interpretativa contemporanea” Il Padiglione sarà una vera e propria città italiana in miniatura, una città simbolica. Ad accogliere i visitatori – oltre ad una serie di eventi e spettacoli in itinere – sarà una ricostruzione del fronte scenico del teatro Olimpico di Vicenza, opera di Andrea Palladio. Negli ambienti successivi nei quali verranno ospitati oggetti e realizzazioni universalmente riconoscibili come “italiani” come il duomo del Brunelleschi, una Ferrari o una tuta Dainese. E poi la vetrina delle eccellenze incorniciata da una serie di led-wall verticali incassati nelle pareti che mostreranno in loop immagini in movimento dei paesaggi italiani.
Non ci resta che aspettare e vedere.
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