Sanremo History 1972 – 1974: buio sopra il Festival

1973: il Festival è un malato grave Il 1973, a detta di molti critici, fu un’edizione che certificava la grande crisi di Sanremo. Vero o [...]

1973: il Festival è un malato grave

Il 1973, a detta di molti critici, fu un’edizione che certificava la grande crisi di Sanremo. Vero o falso che sia, la numero 23 rimase nella memoria per le polemiche e i contrasti tra il Comune di Sanremo e la Rai, la quale trasmise in Tv solo la serata finale. Scriveva Mike nel suo libro La versione di Mike, uscito nel 2007: Nel 1973 presentai con Gabriella Farinon, l’annunciatrice televisiva detta “viso d’angelo”. Ci fu una disputa feroce tra il sindaco di Sanremo e i vertici della RAI, che si rifiutarono di riprendere tutte e tre le serate. Il primo cittadino minacciò addirittura di bloccare la manifestazione. La RAI rimase ferma nelle sue decisioni, e fece riprendere solo l’ultima serata. Anche in questa occasione, le mie memorie si incrociano con il Rischiatutto. La prima serata del Festival, che non fu trasmessa in televisione, era in contemporanea con la messa in onda del mio quiz, nel periodo in cui era da poco uscito di scena Bottesini, un altro grande protagonista della trasmissione.

Senza la televisione, il Festival non ebbe la risonanza di altre volte. Anche Celentano snobbò la gara canora, ritenuta inadeguata per qualità, inviando un polemico telegramma: Causa sopravvenuta piccola gastrite sono impossibilitato a partecipare. (…) Conoscendo la mia sensibilità credo che la scintilla di questa infiammazione è scoccata nel momento in cui la commissione selezionatrice ha bocciato notori personaggi della canzone italiana. Tra tensioni e carenze organizzative, l’inizio della gara canora slittò all’8 marzo, festa della donna. Il vincitore fu Peppino Di Capri con Un grande amore e niente più; al secondo posto Peppino Gagliardi con Come un ragazzino; terza Milva con Da troppo tempo. Al debutto tra gli altri: Umberto Balsamo, Christian De Sica, Drupi (con Vado via), Gilda Giuliani (con Serena, canzone apprezzata dalla critica), Tony Santagata, Roberto Vecchioni, Wess e Dori Ghezzi (con Tu nella mia vita). Il professor Vecchioni interpretò L’uomo che gioca il cielo a dadi: un testo raffinato in ricordo del padre ma che nulla poté contro avversari come Di Capri con le melodie di Io e te, un grande amore e niente più. Nei juke-box imperversavano Claudio Baglioni e Patty Pravo.

Nel calcio, ancora scudetto alla Juventus davanti al Milan, che vinse la Coppa delle Coppe battendo il Leeds. Nel ciclismo, altro Giro a Eddy Merckx; secondo Felice Gimondi, che poi conquistò la maglia iridata a Barcellona. Nel nuoto, Novella Calligaris vinse i mondiali a Belgrado.

Il 1973 vide il sospirato accordo di pace tra Usa e Vietnam: per l’America fu la fine di un incubo. In Cile, il golpe del generale Pinochet instaurò la dittatura; con la morte del presidente Allende il Paese concludeva l’esperienza democratica. Guerra del “Kippur” tra Israele ed Egitto. Sorpresi dall’attacco egiziano nel Sinai, i generali israeliani porteranno una vittoriosa controffensiva fino alle porte del Cairo. In estate, a Napoli, scoppiò il colera. Aprile: Pablo Picasso moriva a Cannes a 92 anni. Luglio: rapimento a Roma di Paul Getty jr, nipote di uno dei magnati della terra. Settembre: scomparsa della grande attrice Anna Magnani. Dicembre: attacco dei terroristi palestinesi a Fiumicino: trenta morti. A novembre la crisi petrolifera costrinse il Governo italiano a drastiche decisioni: era l’austerity, con le famose domeniche a piedi. Chiusura dei locali pubblici alle 23: spente le insegne dei negozi alle 19. L’Italia si scoprì vulnerabile negli approvvigionamenti energetici. Usciva Amarcord di Federico Fellini.

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