Sanremo History, a cura di Francesco Ruga

Sanremo History 1972 – 1974: buio sopra il Festival

Il racconto a puntate scritto da Francesco Ruga sulla lunga storia del Festival di Sanremo affronta un nuovo triennio. Gli anni ’70 con la loro spinta creativa ed il loro carico di contraddizioni insidiano pesantemente il festival dei fiori, che, malgrado le accuse di anacronismo, mostra di saper resistere ad ogni attacco.

1972 – Scompaiono gli interpreti stranieri

La ventiduesima edizione, quella del 1972, vide l’abolizione della doppia esecuzione. Niente stranieri a reinterpretare i brani, affidati invece all’esecuzione dell’orchestra di Frank Pourcel. Fu il Comune di Sanremo a occuparsi dell’organizzazione, con la nomina a direttore artistico di Vittorio Salvetti (al posto di Radaelli e Ravera). Il collaudato Mike Bongiorno fu di nuovo sul palco come presentatore, affiancato dal “ragionier Fantozzi”, il funambolico comico Paolo Villaggio; accanto ai due, ecco l’affascinante attrice Sylva Koscina.

Scriveva Mike nel suo libro La versione di Mike, uscito nel 2007: Nel 1972 presentai con l’attrice Sylva Koscina, e ci fu uno sciopero a oltranza dei cantanti che contestarono il regolamento. Ricordo che personalmente mi sentivo in grandissima forma perché ero prossimo al mio matrimonio con Daniela, stavo per diventare padre, e al Rischiatutto era appena passato Inardi, portando gli ascolti alle stelle.

Nicola di Bari per la seconda volta risultò vincitore con I giorni dell’arcobaleno, canzone debitamente purgata dalla Rai che fece cambiare alcune parole riguardanti la “prima volta”. Peppino Gagliardi al secondo posto con Come le viole; Nada terza con Re di denari. Lucio Dalla interpretò la bellissima Piazza grande, un testo (firmato tra gli altri da Rosalino Cellamare) che avrebbe segnato il suo percorso canoro. Piacquero pure Montagne verdi di Marcella Bella e l’innovativa Jesahel dei Delirium di Ivano Fossati. Domenico Modugno con Un calcio alla città fu il grande sconfitto di quella edizione; “Mimmo” si era pure fatto interprete del malcontento degli altri cantanti (in protesta per l’esclusione di tanti colleghi), contestando l’eccessiva severità della competizione: un’arena con cruenti duelli tra gladiatori. Al debutto tra gli altri: Tony Cucchiara, Delirium, Marcella Bella, Gianni Morandi, I Nuovi Angeli.

Fuori dal Festival, in quell’anno, il grande Lucio Battisti imperversò nelle hit parade con La canzone del sole e I giardini di marzo, due ‘cult’ del sommo cantautore italiano.

Sia in Italia che nel mondo il turbinìo delle contestazioni e le tensioni politiche si tramutarono da una parte in fatti tragici, come l’omicidio a Milano del commissario Calabresi, dall’altra, in gravi atti, come la strage di settembre, compiuta alle Olimpiadi di Monaco dai terroristi palestinesi (uccisi undici atleti israeliani). A marzo, l’editore Giangiacomo Feltrinelli venne ritrovato dilaniato, a Segrate, ai piedi di un traliccio. Scrive Filippo Ceccarelli a proposito del triennio 1971-1973: Davvero è difficile, cercando di trovare il senso di questo triennio, restare indifferenti davanti alla sequela di morti ammazzati. E di esplosioni, incendi, attentati, sparatorie, rivolte dentro le carceri. Insomma: violenza. E poi ancora violenza.

Forse uno dei pochi segnali positivi del 1972 fu l’incontro distensivo tra Nixon e Mao: un capolavoro diplomatico firmato Henry Kissinger. Nel calcio, scudetto alla Juventus davanti a Milan e Torino. Nel ciclismo, il Giro d’Italia fu vinto per la terza volta dal grande Eddy Merckx. In Italia, al cinema uscì Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci: il film a dicembre venne sequestrato per oscenità. Dopo il successo della 127, la Fiat presentava una nuova piccola utilitaria: la 126, una bicilindrica a quattro posti; costo: 795mila lire.

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