Fausto Coppi: due libri per ricordarlo

Fausto Coppi moriva esattamente 50 anni, stroncato dalla malaria e dalle diagnosi sbagliate dei medici.

Per l’occasione in libreria fanno mostra di sè due volumi. Coppi Segreto. Il racconto di Marina, la figlia del Campionissimo” è il titolo del libro realizzato dal giornalista Paolo Viberti che intervista la figlia del grande ciclista. Quel che ne emerge è un ritratto privato dell’uomo, del padre.

Una biografia romanzata di Fausto Coppi nella nuova edizione de “Il Grande Airone” scritto da Giancarlo Governi per l’editore Castelvecchi. Riprendiamo da Adnkronos: “…detto il Campionissimo o l’Airone, ciclista antieroico e sfortunato, salutato come uno dei piu’ grandi atleti del Novecento. L’opera racconta i suoi esordi, i primi successi, il record dell’ora, i tristi e dolorosi giorni della prigionia di guerra, il rapporto di amicizia e rivalità con Bartali, i grandi trionfi (cinque Giri d’Italia, due Tour de France), la tragica morte del fratello Serse, lo scandalo della sua relazione extraconiugale e la sfortunata e misteriosa morte, in giovane età” .

Coppi in pillole (Wikipedia)

Soprannominato il Campionissimo, fu il corridore più vincente e famoso dell’epoca d’oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. Eccellente passista e scalatore, era forte anche in volata, risultando un corridore completo e adatto ad ogni tipo di competizione su strada. Si impose sia nelle più importanti corse a tappe sia nelle maggiori classiche di un giorno. Fu anche un campione di ciclismo su pista. Vinse cinque volte il Giro d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953) (record), e due volte il Tour de France (1949 e 1952). Fra i suoi numerosi successi nelle corse in linea vanno ricordate le cinque affermazioni al Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954) (record), le tre vittorie alla Milano-Sanremo (1946, 1948 e 1949), e i successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia Vallone nel 1950. Fu Campione del mondo nel 1953. Nel ciclismo su pista, fu Campione del mondo d’inseguimento nel ‘47 e nel ‘49 e primatista dell’ora (45,798 km) dal 1942 al 1956. Dal fisico apparentemente poco atletico, Coppi era dotato di una notevole agilità muscolare e di un sistema cardiorespiratorio fuori dal comune (capacità polmonare di 6,5 litri e 44 pulsazioni cardiache/minuto a riposo), qualità che ne esaltavano la resistenza sotto sforzo. La struttura ossea molto fragile e le ripetute fratture lo costrinsero tuttavia a pause forzate durante l’intero arco d’attività. Allo stesso modo, la seconda guerra mondiale ne condizionò la carriera: la sospensione delle competizioni a causa del conflitto giunse infatti subito dopo le sue prime importanti vittorie. Leggendaria la sua rivalità con Gino Bartali, che divise l’Italia nell’immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Celebre nell’immortalare un’intera epoca sportiva – tanto da entrare nell’immaginario collettivo degli italiani – è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del ‘52. Le sue imprese e le tragiche circostanze della morte ne hanno fatto un’icona della storia sportiva italiana. A cinquant’anni dalla scomparsa, la sua popolarità e fama appaiono immutate.

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