Un anno di cinema

Gli ultimi film dell’anno si apprestano ad arrivare nelle sale. Sono Arthur Arthur e la vendetta di Maltazard, cartoon francese dedicato ai più piccoli e […]

Gli ultimi film dell’anno si apprestano ad arrivare nelle sale. Sono Arthur Arthur e la vendetta di Maltazard, cartoon francese dedicato ai più piccoli e Hachiko, commuovente storia di amicizia tra un uomo e un cane con Richard Gere.

In questi ultimissimi giorni dell’anno, però, viene spontaneo guardarsi indietro e cercare di tracciare un bilancio di quello che il 2009 ci ha portato. Anche quando si prende in considerazione un argomento preciso e limitato, com’è il cinema, si tratta inevitabilmente di gioco, dato che nessuno può aver una visione tanto globale da permettergli un giudizio ponderato. Si tratta, però, di un momento piacevole, tra la nostalgia per il passato e le aspettative per il futuro, come quando si guardano le foto delle vacanze appena trascorse e già si progettano le prossime. Allora, com’è stato il cinema del 2009?

Per quanto riguarda gli USA, il 2009 è stato senza dubbio alcuno l’anno del 3D. Abbiamo visto questa tecnica affermarsi, prima come mero intrattenimento (Viaggio al centro della terra, San Valentino di sangue, giusto per citare alcuni dei titoli di maggior successo), poi, svanito il senso di meraviglia iniziale, ha iniziato ad essere usata al servizio della trama, grazie a film come Coraline e Up. Infine ha rivelato appieno il suo potenziale espressivo con il visivamente superbo Avatar, che noi italiani potremo vedere solo a gennaio.

Il pubblico, però, non ha premiato solo queste nuove esperienze visive. Va segnalato che i film statunitensi non in 3D a diventare campioni di incassi, fatti salvi i blockbuster realizzati ad uso e consumo degli adolescenti come New Moon, sono state pellicole che hanno puntato moltissimo sulla sceneggiatura. Dove non si può stupire con gli effetti speciali, infatti, è la storia che deve colpire. Straordinario è stato il successo in tutto il mondo, ma il particolare in Italia (dove questa pellicola del 2008 è arrivata a gennaio 2009) di Gran Torino di Clint Eastwood, film girato in modo classico e rigoroso, ma dal forte impatto emotivo. Allo stesso modo non stupisce che abbia spopolato nell’estate USA una commedia senza effetti speciali come Una notte da leoni dove una sceneggiatura ad orologeria innesca man mano effetti comici sempre maggiori. Anche i film statunitensi forse più importanti dell’anno, come Bastardi senza gloria, Tra le nuvole (ancora inedito in Italia) e A Serious man, sono film basati essenzialmente sulla sceneggiatura.

In Europa, invece, dove l’invasione delle nuove tecnologie ha ancore un impatto minore, questo è stato un anno di grandi film. Si è succeduta in questi dodici mesi tutta una serie di pellicole d’autore volte più a far ragionare lo spettatore che ad offrire un semplice intrattenimento. Tra tutte spicca senza dubbio Il nastro bianco, pellicola pluripremiata di Haneke, ma se ne sono fatte notare molte altre, da Gli abbracci spezzati di Almodovar e Il mio amico Eric di Ken Loach, passando per piccoli film che si sono fatti strada man mano ritagliandosi una buona fetta di pubblico come il francese Il profeta.

E l’Italia? Il 2009 è stato per il cinema italiano un anno di alti e bassi. A pesare di più sono state sicuramente le polemiche per tagli ai fondi pubblici per il cinema e alcune pellicole che hanno fatto discutere più per motivi politici che per meriti artistici, basti pensare a Barbarossa o a La prima linea.

Quando si vanno a vedere gli incassi, però, si nota che il pubblico ben poca attenzione presta a queste polemiche, ma continua ad amare il cinema di casa nostra. Sicuramente a farla da padrone sono stati ancora una volta film disimpegnati come i così detti “cinepanettoni”, ma anche i film più importanti sono stati adeguatamente apprezzati. Due pellicole si sono fatte notare, anche a livello internazionale, come “i film” italiani del 2009, Vincere di Bellocchio e Baaria di Tornatore, attualmente in lizza come miglior film straniero ai Golden Globes. Il successo di queste due importanti pellicole ci fa capire come il cinema italiano sia vitale, anche se non si è riusciti a ripetere in pieno il successo ottenuto l’anno scorso con Gomorra e Il Divo. C’è da dire che queste ultime erano pellicole con un forte legame all’attualità, fattore che è mancato ai pur ottimi film del 2009.

Non sono mancate neanche quest’anno quelle piccole rivelazioni, film nati in sordina che pian piano arrivano a farsi notare, che sono la gioia di ogni cinefilo. Da segnalare in particolare due piccoli film, molto diversi tra loro, ma ugualmente gradevoli: Tutta colpa di Giuda e Dieci inverni. (Alessandra Mecenero)

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