Times Square: 105 anni di festeggiamenti, senza paura

Il  “New Year’s Eve” a Times Square è un fenomeno internazionale. Ogni anno, centinaia di migliaia di persone si riuniscono attorno alla torre, ora conosciuta [...]

Il  “New Year’s Eve” a Times Square è un fenomeno internazionale. Ogni anno, centinaia di migliaia di persone si riuniscono attorno alla torre, ora conosciuta come One Times Square, e aspettano per ore, nel freddo inverno di New York, la cerimonia dell’abbassamento della famosa sfera. Grazie al satellite e allo streaming un pubblico mondiale stimato in oltre un miliardo di persone assiste alla cerimonia di ogni anno. Per dirla in breve, l’abbassamento della sfera è diventato il benvenuto simbolico del mondo per l’Anno Nuovo.

Nonostante la cronaca di queste ore riporti nella celebre piazza un’aria cupa e leggittimamente preoccupata, la cerimonia – a meno di scongiurabili eventi dell’ultimo momento – avrà luogo nuovamente.

E se oggi si può ben dire che simbolicamente è il mondo intero che festeggia in Times Square, la storia che si accompagna alla manifestazione è intimamente legata a quella della città e vale la pena di essere ricordata, seppur brevemente.

Tutto ha inizio nel 1904, New York allora era una città sull’orlo di enormi cambiamenti . Proprio in quell’anno due innovazioni che trasformeranno completamente questo crocevia del mondo fecero il loro debuttato: l’apertura della prima linea metropolitana della e la prima celebrazione del Capodanno in Times Square. La festa intendeva commemorare l’apertura ufficiale della nuova sede del New York Times nell’allora imponente Times Tower, edificio posto all’incrocio tra la 7th Avenue, Broadway e la 42a strada. Era il secondo edificio più alto di Manhattan e l’editore del quotidiano, il tedesco Alfred Ochs, non badò a spese per celebrare degnamente l’evento: organizzò un festival di strada che si protrasse per alcuni giorni e che culminò a mezzanotte del 31 dicembre con uno show di fuochi artificiali partiti dall’alto della torre. Torre sulla quale venne accesa una torcia gigante. Si contarono 200mila partecipanti.

Due anni più tardi, in citta vennero vietati i fuochi d’artificio ma Ochs era determinato a replicare la sua festa. Nacque, nel 1907 la famosa sfera. Per salutare il 1908 una palla in legno, ferro e vetro venne abbassata dal pennone della torre. Pesava 700 libbre, circa 320 chili, era ornata da un centinaio di lampadine da 25 watt (ora è illuminata da migliaia di led) ed aveva un diametro di 5 metri. Era stata costruita da un operaio metalmeccanico, un giovane immigrato di nome Jacob Starr, e per la maggior parte del ventesimo secolo la società da lui fondata, la maker Artkraft Strauss, è stata responsabile della sfera. Nel 1914, la torre divenne troppo stretta per il New York Times, così il giornale si trasferì al 229 della 43ma strada, ma ormai la celebrazione del Capodanno in Times Square era diventata parte integrante del tessuto culturale newyorchese.

La festa proseguì, tra suoni e brindisi, negli anni molti gli ospiti più illustri si sono succeduti come testimonial dell’evento: da Charlie Chaplin a Fred Astaire ad Enrico Caruso che, dal balcone di un albergo di Broadway, appena finita la prima guerra mondiale, eseguì gli Inni americano, francese e italiano.

Solo la Seconda Guerra Mondiale potè interrompere l’usanza della sfera, nel 1942 e nel 1943, ma la folla si riunì egualmente in Times Square, salutanedo il nuovo anno con un minuto di silenzio seguito dal suono delle sirene prodotto dai camion parcheggiati sul marciapiede della torre del Times.

Le trasformazioni della piazza, ieri come oggi caratterizzata dagli spettacolari effetti pubblicitari (uno per tutti il cartellone della Camel degli anni ’60 che soffiava anelli di fumo sulla strada), non hanno portato sostanziali cambiamenti alla cerimonia dell’anno nuovo che sempre vede protagonista una sfera di luce. Per sapere tutto sulla storia della palla, seguite questo link; per conoscere nel dettaglio la storia della piazza, il link, invece, è questo.

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